Lanciano: formalizzata la candidatura a “Capitale italiana del Libro 2027”

L’Amministrazione Comunale ha formalizzato la candidatura di Lanciano a “Capitale italiana del Libro 2027”, prestigioso riconoscimento conferito annualmente dal Ministero della Cultura

Con il dossier “Lanciano, la città che racconta”, il capoluogo frentano si propone come un libro aperto e abitabile, nel quale memoria, narrazione urbana, produzione editoriale e formazione si intrecciano e convivono per costruire e dare vita a un nuovo modo di vivere il libro. Un libro che, in quanto organismo vivo, diffuso, partecipato, non si sfoglia, ma si attraversa, divenendo un’esperienza collettiva.

Il progetto, ideato e coordinato dal professor Gianni Orecchioni, con il supporto istituzionale, organizzativo e logistico del Comune di Lanciano, ruota intorno ad alcuni pilastri fondamentali: identità, inclusione e coesione sociale, innovazione culturale e tecnologica, coinvolgimento attivo di tutta la comunità per promuovere l’abitudine alla lettura in modo capillare e diffuso. Punto di partenza e substratum imprescindibile la lunga tradizione tipografica che appartiene alla storia della nostra città e la presenza della Casa Editrice “Rocco Carabba”, una delle più antiche e prestigiose nel panorama nazionale, che si avvia a festeggiare, nel 2028, i centocinquant’anni di vita. Con questi presupposti, ai quali si aggiungono la qualifica di “Città che legge”, ottenuta dal Cepell (Centro per il Libro e la Lettura) del Ministero della Cultura, e la sottoscrizione del “Patto locale per la lettura” con le scuole, gli enti del terzo settore, le biblioteche e le associazioni del territorio, la candidatura di Lanciano a “Capitale italiana del Libro” assume una connotazione del tutto naturale come un passaggio logico, spontaneo, un atto d’amore doveroso nei riguardi delle nostre radici culturali, di cui il libro – inteso nella doppia prospettiva materiale e immateriale –  è emblema. Non si possono dimenticare, inoltre, figure di scrittori e poeti lancianesi di grande rilievo come Eraldo Miscia, Giuseppe Rosato e Remo Rapino, conosciuti in ambito nazionale, che hanno contribuito ad accrescere il prestigio e la qualità culturale della città.

L’impulso a partecipare al bando del MIC è venuto dal Sindaco, Filippo Paolini, che dichiara: «La candidatura a “Città italiana del Libro 2027” nasce dalla consapevolezza della naturale vocazione culturale che caratterizza da sempre Lanciano e rappresenta il culmine di un percorso che parte da lontano e di cui il libro è elemento essenziale e parte integrante. Conservare e innovare, restando al passo con i tempi, sono gli obiettivi che Lanciano si pone, alimentando simultaneamente il doppio binario della memoria e del progresso, nella convinzione che il libro, che appartiene indissolubilmente alla nostra identità, sia un oggetto parlante e, in quanto tale, possieda uno spirito che va oltre il tempo e lega insieme ogni generazione.»

Alle parole del Sindaco fa eco l’Assessore alla Cultura, Danilo Ranieri: «Questa candidatura rappresenta un sogno, una bellissima opportunità per crescere, valorizzare il nostro patrimonio culturale e librario e costruire qualcosa di importante e di duraturo, che sopravviva al tempo e arricchisca e consolidi ancora di più la nostra comunità.»