Referendum sulla giustizia, adesione dall’Abruzzo alla manifestazione di Roma. Marinelli: “Una nostra bella e forte rappresentanza in piazza per dire NO”
Ampia partecipazione ampia dell’Abruzzo alla manifestazione di Roma per dire No alla riforma Nordio promossa dal Governo. Una delegazione numerosa ha preso parte all’iniziativa, confermando la mobilitazione del territorio a difesa della Costituzione e dell’equilibrio dei poteri.
«Una mobilitazione chiara e crescente, perché questa non è una riforma della giustizia – sottolinea il segretario regionale del PD Daniele Marinelli – e perché non interviene su nessuno dei problemi reali del sistema: non accelera i processi, non colma la carenza di personale, non stabilizza i 12mila precari, non affronta il sovraffollamento carcerario né l’emergenza dei suicidi. Il Governo si occupi quindi delle vere priorità della giustizia; si occupi della guerra e degli effetti che produce sulle famiglie e sulle imprese. Si occupi delle priorità del Paese: dall’economia ai salari, dalla sanità alla scuola, dal precariato al lavoro povero. Dia riposte ai giovani, che hanno diritto a costruirsi un progetto di vita e spesso sono costretti ad andarsene. Dia risposte concrete ai problemi delle italiane e degli italiani, al posto di monopolizzare l’attenzione del Paese su una questione che interessa solo una parte della politica, alla ricerca di salvacondotti e di un potere senza vincoli e controlli.
È stato lo stesso ministro Nordio di fatto ad ammetterlo, più volte. Siamo di fronte a una riforma di potere, che indebolisce l’autonomia della magistratura e altera i pesi e contrappesi previsti dalla Costituzione. Sono queste le ragioni che ci hanno portato ad animare centinaia di iniziative in Abruzzo, insieme ai Comitati, e a venire a Roma per dare voce e corpo al NO. La piazza di oggi – prosegue – dimostra che c’è un’Italia che non accetta l’idea che chi governa possa sottrarsi ai controlli e alle regole. Questa battaglia non riguarda i magistrati, ma i diritti delle cittadine e dei cittadini, soprattutto dei più deboli.
Da qui parte una mobilitazione democratica che attraverserà tutto il Paese – conclude Marinelli – per vincere il No e fermare una riforma sbagliata e pericolosa, ma anche per rilanciare una proposta seria di riforma della giustizia che metta al centro efficienza, diritti e dignità del lavoro. La democrazia non è mai un assegno in bianco: è equilibrio, responsabilità e rispetto delle istituzioni».
