Barriere architettoniche nel cuore di Pescara: giungla urbana, persone con disabilità sequestrate e costrette in strada tra le auto. La denuncia è di Claudio Ferrante presidente dell’associazione “Carrozzine Determinate”.
In una lunga nota Ferrante passa al setaccio tutte quelle che rappresentano situazioni di assoluta insostenibilità per quelle persone portatrici di varie disabilità:
Pescara conquista un triste primato: non solo non elimina le barriere architettoniche, ma riesce persino a crearne di nuove, nel totale disprezzo dei cittadini. Nel pieno centro della città, a pochi passi dal Municipio, si sta verificando una situazione grave e pericolosa legata alla gestione dei cantieri e all’accessibilità urbana. In diverse aree interessate da lavori pubblici, i marciapiedi risultano completamente interrotti, senza alcun percorso alternativo sicuro. Le persone con disabilità, ma anche anziani, genitori con passeggini, bambini sono costretti a muoversi sulla carreggiata, tra veicoli in transito.
In Via Gabriele D’Annunzio, per la ristrutturazione del Teatro Michetti, le transenne hanno di fatto reso impossibile il passaggio sul marciapiede.
Stessa situazione all’angolo con Via Conte di Ruvo, dove il cantiere occupa completamente il marciapiede, obbligando i pedoni a procedere sulla carreggiata.
Criticità analoghe nei pressi di Via Orazio.All’incrocio con Via Bastioni si aggiunge un ulteriore problema: una rampa realizzata in modo inadeguato e con una pendenza eccessiva rappresenta un rischio concreto per l’incolumità delle persone in carrozzina che trovano in prossimità anche attraversamenti pedonali che terminano contro marciapiedi privi di scivoli rendono impossibile la continuità del percorso accessibile.
In tutte le vie citate le persone con disabilità sono “sequestrate”: non possono utilizzare i marciapiedi e sono costretti a procedere in mezzo alla strada, dove circolano le auto, con la carrozzina.
Il risultato è un centro urbano in cui l’accessibilità è gravemente compromessa tra cantieri mal gestiti e percorsi interrotti.
Tutto ciò appare in contrasto con le normative vigenti in materia di sicurezza e accessibilità e Codice della Strada, che impongono l’obbligo di garantire percorsi alternativi sicuri in presenza di cantieri urbani.
La criticità era già stata segnalata pubblicamente da cittadini e attività commerciali della zona, con documentazione fotografica che mostrava persone con disabilità impossibilitate a transitare. Era intervenuta anche l’assessora alle politiche per la disabilità, allora vicesindaca Gianna Camplone, dichiarando: “Ho letto la tua dichiarazione, ne prendo atto, per quello che mi compete, farò il possibile per prendermi cura di queste criticità che in fondo mi appartengono.”A distanza di due settimane, però, nulla è cambiato.
Si tratta di problemi che potrebbero essere risolti rapidamente con un’adeguata organizzazione dei cantieri. Non sono concessioni o favori: sono obblighi di legge.
Ogni cantiere urbano deve garantire: un passaggio pedonale sicuro; oppure un percorso alternativo protetto; oppure barriere e corridoi che assicurino la continuità della mobilità pedonale.La città non può trasformare il proprio centro in una giungla, né in un percorso a ostacoli, né compromettere diritti fondamentali come mobilità e accessibilità. Lo avevamo già denunciato: il Sindaco non può tradire le aspettative delle persone con disabilità, trasformando una questione di diritti in un racconto di facciata. Servono diritti concreti, servizi reali e interventi strutturali, non passerelle. La situazione attuale è la prova di un disinteresse verso le politiche per la disabilità, che non possono essere ridotte a scelte simboliche, ma devono tradursi in interventi immediati, efficaci e verificabili sul territorio. Si richiede pertanto un intervento immediato e risolutivo da parte dell’Amministrazione comunale, in particolare del Sindaco Masci e dell’Assessore Gianna Camplone, al fine di ripristinare condizioni minime di sicurezza e accessibilità. Si chiede inoltre di chiarire quali controlli siano stati effettuati dagli uffici tecnici e dalla Polizia Locale in merito alla corretta gestione della viabilità pedonale nei pressi dei cantieri. In assenza di un riscontro concreto entro 7 giorni, l’associazione Carrozzine Determinate si riserva di intervenire a tutela dei diritti delle persone con disabilità, anche attraverso l’organizzazione di iniziative eclatanti.