In cassa integrazione sempre i soliti: accolto il ricorso di una lavoratrice e dirigente USB Stellantis di Termoli, illegittima la sua collocazione in CIG
Stellantis Europe è stata condannata dal Tribunale di Larino al pagamento della differenza tra retribuzione piena e trattamento di integrazione salariale, oltre interessi e rivalutazione.
Nelle motivazioni la giudice ha ribadito che la scelta dei lavoratori da sospendere non può essere arbitraria, ma deve rispettare i principi di buona fede, correttezza e non discriminazione, anche in presenza di ridotte capacità lavorative.
Particolarmente significativo è il passaggio della sentenza relativo al limite minimo di giornate lavorate durante gli ammortizzatori sociali. Il Tribunale chiarisce che il rispetto puramente formale di quella percentuale non legittima un sistema in cui, di fatto, alcuni dipendenti restano quasi sempre fuori, mentre altri vengono impiegati molto più frequentemente, soprattutto quando tra le mansioni esiste fungibilità. Stellantis è stata condannata al pagamento delle differenze retributive alla lavoratrice e dei 2/3 delle spese di lite.
È un tema che l’USB ha denunciato più volte, un meccanismo che, dietro la regola del numero minimo, finisce per colpire ripetutamente le stesse persone. Questa decisione riconosce finalmente che un criterio apparentemente neutro può trasformarsi in una disparità concreta. Non si può aggirare il principio di rotazione mantenendo sempre gli stessi lavoratori lontani dal lavoro.
“La pronuncia del giudice di Larino – si legge nella nota dell’USB lavoro privato Abruzzo e Molise e RSA USB Stellantis Termoli- non è la prima a favore di lavoratori rappresentati dalla nostra Organizzazione Sindacale ed è un riferimento importante anche per altri dipendenti di Stellantis che ritengano di aver subito trattamenti analoghi. Ancora una volta emerge il ruolo passivo delle organizzazioni sindacali firmatarie del CCSL che in questi anni hanno sempre abdicato al ruolo di controllo e di tutela dei lavoratori.
L’USB e la lavoratrice ringraziano l’avvocato Francesca Borsa del foro di Teramo per la professionalità e l’impegno con cui ha seguito anche questo ricorso. La nostra organizzazione sindacale ancora una volta ha dimostrato che il coraggio di difendere i propri diritti alla fine porta sempre a risultati tangibili per i lavoratori che invitiamo a non chinare mai la testa.
Abbiamo sempre sostenuto che Stellantis non effettuasse un’equa rotazione nell’utilizzo degli ammortizzatori sociali e possiamo dire che questa altra sentenza del Tribunale rende giustizia alle nostre battaglie al fianco dei lavoratori e dei nostri sindacalisti”.