La ragazza di 22 anni uccisa a Napoli dal fratello, reo confesso, avrebbe dovuto presentarsi a L’Aquila nel processo che la vedeva imputata per truffa ad anziana
Tra pochi giorni Ylenia Musella avrebbe dovuto presentarsi a L’Aquila, nel processo che la vedeva imputata di truffa ad un’anziana. Ylenia non ci sarà, la sua vita si è fermata il 3 febbraio, in una tragedia familiare a Ponticelli, periferia orientale di Napoli, nel quartiere ghetto Conocal.
Il fratello della vittima, Giuseppe Musella, ha raccontato che la lite era scoppiata perché Ylenia aveva dato un calcio al suo cagnolino che aveva fatto pipì sul pavimento. I due vivevano insieme, soli, visto che i genitori sono in carcere.
A metà febbraio Ylenia Musella avrebbe dovuto presentarsi a L’Aquila al processo per direttissima seguito all’arresto del novembre scorso, insieme ad un 17enne anche lui di Napoli. L’accusa è di sostituzione di persona, violazione di domicilio e truffa ai danni di un’anziana aquilana di 90 anni, avvenuta il 30 ottobre dello scorso anno. L’anziana aveva ricevuto una telefonata da un uomo che si era qualificato come vigile urbano. Il finto vigile le aveva raccontato che la nipote era stata vista sul luogo di una rapina e poteva essere in pericolo, in sottofondo si sarebbe udito un pianto disperato.
Ylenia al processo non potrà esserci: la sua vita già complicata, vissuta insieme al fratello in un contesto difficile, tra brutte case, selfie allo specchio e glamour fasulli, le è stata tolta proprio dalla persona più cara.