C’è incredulità a Umbertide, la cittadina umbra in cui vive il 17enne originario di Pescara sospettato di progettare una strage a scuola
Dopo quanto successo anche a Bergamo, una certa preoccupazione sembra serpeggiare tra gli studenti per il ripetersi di episodi di violenza anche in ambito scolastico. In città non si parla d’altro. Il ragazzo arrestato dai Carabinieri del Ros era arrivato da meno di un anno, si limita a dire il sindaco Luca Carizia.
Chiusi nel silenzio anche i dirigenti della scuola superiore frequentata dallo studente. Se ne parla invece tra la gente, in strada e nei supermercati. Dibattito particolarmente intenso sui social. Tra
diversi che esprimono preoccupazione, c’è anche chi difende il diciassettenne che viveva nel piccolo centro dell’Alto Tevere umbro con la madre. La donna dopo l’arresto del figlio sta evitando ogni forma di esposizione.
Timori circolano anche tra gli studenti e i loro familiari dopo gli ultimi episodi di violenza registrati in Italia e all’estero nelle scuole. Qualcuno chiede di fare maggiore
attenzione e di tenere chiuse le porte delle scuole.
All’Ansa ha parlato l’avvocato Angelo Pettinella, legale del 17enne pescarese residente in provincia di Perugia, arrestato dai carabinieri del Ros per i reati di propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale, etnica e religiosa, nonché per detenzione di materiale con finalità di terrorismo.
«Si tratta di un ragazzo che non ha mai dato motivi di preoccupazione. Non ha mai dato attestazione di comportamenti violenti o in qualche modo preoccupanti. È stabilmente inserito nel suo contesto sociale, con solidi legami affettivi sia familiari sia amichevoli. Frequenta con profitto il suo istituto scolastico. Bisogna capire com’è entrato in questa rete e cosa è a lui effettivamente ascrivibile»
Il legale aggiunge di non “avere ancora ricevuto l’ordinanza di custodia cautelare”. Rispetto a
quanto contestato al ragazzo, parla di “commenti certamente stigmatizzabili e fuori luogo”, ma sottolinea comunque che “bisogna capire il discrimine tra ciò che una persona vuole fare
concretamente e ciò che una persona millanta”.
Rispetto alla volontà di compiere una strage al Liceo Artistico di Pescara, Pettinella afferma che il 17enne “non ha mai frequentato quell’istituto e non aveva lì amicizie e frequentazioni”.
«Aspetteremo le notifiche, accederemo al fascicolo e, poi, ci sarà l’udienza di convalida, presumibilmente in settimana. Il 17enne era inizialmente indagato in un’indagine della Procura di Brescia – ricostruisce l’avvocato -. Nel corso dell’estate era stata eseguita una perquisizione nella sua abitazione e gli era stato sequestrato lo smartphone. All’esito dell’analisi del dispositivo, la Procura per i minorenni dell’Aquila ha ritenuto la necessità della misura cautelare. Contestualmente, ieri, è stata eseguita una nuova perquisizione, con sequestro di un altro smartphone e di un tablet»
Il ragazzo, dopo aver frequentato per due anni le scuole superiori a Pescara, si è trasferito in provincia di Perugia con la madre, dove da quest’anno frequenta un liceo. Si trova ora nel carcere minorile di Firenze. Non ha ancora incontrato il suo legale.