Inchieste al Comune di Pescara: la nota della maggioranza

 

Nota congiunta di tutta la maggioranza al Conisglio Comunale di Pescara in risposta alle polemiche dell’opposizione relative alle tante inchieste che hanno, a vario titolo, travolto l’Amministrazione Comunale.

La vicenda del presunto voto di scambio che ha costretto l’assessore Pignoli alle dimissioni. La richiesta di condanna per Claudio Croce riguardo le indagini su Vincenzo Serraiocco e la presunta parentopoli che vede coinvolto il figlio del vice sindaco Santilli. Questioni delicate che animano il dibattito politico all’interno del Comune di Pescara, con una serie di iniziative di protesta, anche clamorose, da parte di alcuni esponenti della minoranza. A seguito di una riunione la maggioranza ha deciso di diffondere una nota congiunta:

Ormai dalla minoranza possiamo aspettarci di tutto. Non solo striscioni e interventi giustizialisti ma anche una lettura dei fatti piuttosto singolare, per non dire sinistra, che va ben oltre la ricostruzione dei fatti stessi fornita all’opinione pubblica dalla stampa e tuttora oggetto di indagine. Nel momento in cui un’inchiesta diventa di dominio pubblico, il gruppo di Pettinari ne approfitta per pontificare come se sapesse tutto e fosse esperto di qualsiasi materia, più della stessa magistratura, e nel giro di pochissime ore dalle indiscrezioni di stampa ha sempre pronta una soluzione con la solita frase: “Devono andare tutti a casa”. Qualcuno, cavalcando il chiacchiericcio, millanta di conoscere perfettamente i fatti e descrive ipotetici retroscena di Palazzo neanche buoni per una spy story. Con questi metodi basta pochissimo per arrivare a una lettura che sa solo di fantapolitica. Dietro alle dichiarazioni di queste ore si nasconde il desiderio malcelato di demolire il centrodestra, nella sua interezza, senza se e senza ma, non attraverso le idee e il voto democratico dei cittadini che si sono espressi poco più di due mesi fa, andando ben oltre le inchieste e ben oltre le presunte responsabilità dei singoli che devono essere accertate in altra sede e non certo da un gruppo civico di minoranza che gli elettori pescaresi hanno sonoramente bocciato alle ultime elezioni, riconfermando a pieni voti l’attuale amministrazione. E’ vero anche che un atteggiamento del genere non ci stupisce perché ormai fa più notizia un esposto dei tanti progetti realizzati per la città, e poco importa se quell’esposto abbia o meno le gambe per camminare, se quell’esposto o quell’inchiesta dovessero far emergere un qualsiasi reato. A voler essere intellettualmente onesti, basterebbe a tutti applicarsi in un semplice esercizio di memoria per ricordare vecchie inchieste, vecchi processi, anche sulle assunzioni in Comune. All’epoca governava il Pd e il Pd non parlava certo di “legame spezzato con i cittadini”, come fa oggi, o di “instabilità della Giunta” che, ricordiamo, è stata appena nominata all’esito di un voto che proprio il centrosinistra ha voluto. Non ci possono e non ci devono essere due pesi e due misure, a seconda di chi governa la città. E non si può chiedere, come fa il gruppo Pettinari, che sia la politica, attraverso una commissione d’indagine, a controllare delle procedure che competono solo ai tecnici, perché i piani devono rimanere distinti. E soprattutto, con una indagine della Procura in corso, non si capisce quale attività aggiuntiva potrebbe svolgere la commissione comunale: non facciamo fatica a pensare che l’unico scopo di Pettinari e compagni sia quello di mantenere le telecamere delle tv accese senza soluzione di continuità. Noi pensiamo invece che i pescaresi sappiano ben distinguere tra chi lavora per la città e chi tende a metterla in cattiva luce sotto ogni forma. Da parte del centrodestra non c’è stata, non c’è e non ci sarà mai alcuna reticenza rispetto a qualsiasi approfondimento di atti amministrativi che riguardano la città, con il massimo rispetto per chi porta avanti indagini su denunce o esposti di cui, abbiamo visto, la minoranza è esperta ma non potremo mai accettare interpretazioni politicamente orientate spacciate per verità o fughe in avanti, e l’intervento del sindaco Masci è stato chiarissimo: le indagini devono fare il loro corso, e la politica dovrebbe preoccuparsi dei problemi della città, delle soluzioni, non certo dei processi di piazza o mediatici, anche se in Italia vanno particolarmente di moda.

Luca Pompei: