In Abruzzo 237 medici di base in età da pensione entro il 2028

Studio Gimbe: in Abruzzo 237 medici di base in età da pensione entro il 2028. L’Abruzzo all’11° posto in Italia,  c’è chi sta peggio

In Abruzzo, entro il 2028, 237 medici di medicina generale raggiungeranno l’età di pensionamento di 70 anni; il dato colloca la regione all’undicesimo posto in Italia. Al primo gennaio 2025, il numero medio di assistiti per medico di famiglia è pari a 1.216, contro una media nazionale di 1.383. La regione, inoltre, è al terzo posto per la riduzione dei medici: tra il 2019 e il 2024 sono scesi del 20%, percentuale superiore alla media italiana, pari al 14,1%.

Lo rileva la fondazione Gimbe, secondo cui in Abruzzo mancano 12 medici di base.
Il dato sulla carenza, che pone la regione in penultima posizione e tra quelle con il dato più basso, è una stima elaborata tenendo conto del rapporto ottimale pari a un medico ogni 1.200 assistiti. Il report rileva, inoltre, che nel 2025 i partecipanti al concorso nazionale per il Corso di Formazione
Specifica in Medicina Generale sono stati superiori ai posti disponibili: +44 candidati (+142%) rispetto alle borse finanziate (media Italia +26%).

A livello nazionale, la carenza di medici di base riguarda soprattutto le regioni più grandi: in testa la Lombardia (-1.540), seguita da Veneto (-747), Campania (-643), Emilia-Romagna (-502), Piemonte (-463), Toscana (-394) e Lazio (-358). Non si rilevano, invece, carenze in Basilicata, Molise e Sicilia. Per quanto riguarda la riduzione tra il 2019 e il 2024, prima dell’Abruzzo ci sono Sardegna (-40,3%), Puglia (-26,3%) e Calabria (-20,2%). In Italia i medici che entro il 2028
raggiungeranno il limite di età per la pensione sono 8.180.

«La carenza dei medici di medicina generale – afferma Nino Cartabellotta, presidente della fondazione Gimbe – è un problema ormai diffuso in tutte le regioni e affonda le radici in una
programmazione inadeguata, che per anni non ha garantito il necessario ricambio generazionale rispetto ai pensionamenti attesi. Inoltre, negli ultimi anni questa professione ha perso di attrattività e oggi sempre più cittadini faticano a trovare un medico di famiglia vicino a casa, con disagi crescenti e potenziali rischi per la salute, soprattutto per le persone anziane e per i pazienti più fragili».

Marina Moretti: