Gli impianti di risalita di Prati di Tivo e Prato Selva tornano alla Gran Sasso Teramano alla presenza dell’Ufficiale Giudiziario, Finori però rifiuta di consegnare le chiavi
Iniziate stamane le procedure per la riconsegna degli impianti di risalita di Prati di Tivo e Prato Selva da parte della ditta Marco Finori. L’atto si è svolto alla presenza dell’Ufficiale Giudiziario Osvaldo Di Domenico. Gli impianti di risalita sono tornati in possesso della GST ma l’ex gestore, Marco Finori, ha rifiutato di consegnare le chiavi dei locali dove è custodita tutta la documentazione relativa ai beni e alle manutenzioni di questi ultimi anni di gestione in concessione.
Il suo diniego ha reso necessario l’intervento degli operai per accedere ai locali. L’ufficiale giudiziario si è riservato di redigere e consegnare domani il verbale dell’accaduto e domani si dovrà ripetere l’operazione anche a Prato selva a Fano Adriano. Una situazione inaspettata ma che, in ogni caso, non inficia il risultato: gli impianti di risalita tornano in possesso della società pubblica, la Gran Sasso Teramano.
Al sopralluogo erano presenti i dirigenti dell’Ente provinciale Francesco Ranieri e Daniela Carminucci, insieme al presidente Camillo D’Angelo e ai liquidatori della Gran Sasso Teramano Piergiorgio Passerini, Valerio Ferro e Giorgio D’Ignazio.
Sull’impianto di Prati di Tivo è stato anche compiuto un sopralluogo tecnico in quota per verificare lo stato dei beni. Stessa procedura sarà compiuta a Prato Selva, nel comune di Fano Adriano.
“La riconsegna dei beni alla GST non è solo un momento simbolico – ha commentato il presidente Camillo D’Angelo -perché consente l’apertura di una fase amministrativa e decisoria che senza il possesso dei beni non sarebbe stata possibile. Come più volte dichiarato, la Provincia è disponibile a fare la sua parte, considerato che la cabinovia rimane proprietà dell’Ente, anche se conferita alla GST.
Quindi, ci faremo carico di quelli che sono gli impegni finanziari e giuridici a carico del proprietario. Insieme ai liquidatori abbiamo delineato un percorso chiaro e totalmente condiviso: restituire agli impianti di risalita la piena funzionalità tecnica e giuridica. Un bene pubblico quindi che torna al servizio della collettività e che diventa appetibile in qualsiasi progetto di rilancio economico e turistico del versante teramano del Gran Sasso”.
Gli impianti di Prato Selva verranno riconsegnati domani.
