Il Vittoriale degli Italiani acquisisce per i propri archivi i documenti originali del Patto Marino che Gabriele d’Annunzio definì Pactum sine nomine, perché privo di firme che potessero offuscarne la «melodia popolare»
Il documento, scritto interamente dal Vate, è un capolavoro di retorica e giustizia sociale che rivela un d’Annunzio legislatore e mediatore instancabile. L’acquisizione rappresenta un risultato di altissimo valore storico, reso possibile dal modello di gestione culturale sviluppato dal presidente Giordano Bruno Guerri, che negli anni ha trasformato il Vittoriale in un’istituzione capace di generare risorse attraverso le proprie attività, reinvestendo nella tutela e nell’arricchimento del patrimonio storico.
Il patto chiedeva il riconoscimento della Cooperativa “Garibaldi”, la tutela dei regolamenti organici del 1913, indennità per le famiglie dei marinai e la creazione di un collegio arbitrale capace di regolare i turni d’imbarco, evitando privilegi e persecuzioni. Per d’Annunzio, i marinai sono «la sua gente», la «dura stirpe che sa patire». Il Patto non è solo un contratto, è la «testimonianza di un fratello marinaio» contro le «avarizie ostinate».
Così il presidente Giordano Bruno Guerri: «I documenti acquisiti dal Vittoriale ci consegnano un’eredità fondamentale: l’idea di un lavoro che non sia solo fatica ma elevazione dell’uomo. Sebbene il Patto Marino non sia mai entrato integralmente in vigore, resta – insieme alla Carta del Carnaro – il testamento politico di un poeta che cercò di fondere l’antico municipalismo italiano con le necessità moderne del proletariato».
La documentazione acquisita comprende 105 fogli autografi di d’Annunzio e 36 buste, per un totale di 46 lettere, tra cui tre minute autografe di telegrammi a Benito Mussolini, due a Costanzo Ciano e una lettera a Domenico Giulietti.
Sono inoltre conservati i materiali di Giulietti relativi alla genesi del Patto: un diario manoscritto, un notes di appunti e la copia autografa del Patto custodita in una splendida cartella in carta decorata della Bottega d’Arte, accompagnata da una lettera indirizzata allo stesso Giulietti.
Il 14 e il 15 marzo al Vittoriale degli Italiani sarà presentata l’acquisizione del Patto Marino nell’ambito della festa Fatica senza fatica. Cuore simbolico dell’evento sarà la riapertura del Mausoleo, restaurato e valorizzato da una nuova illuminazione realizzata in collaborazione con A2A, insieme all’Auditorium completamente rinnovato: spazi che tornano vivi e pienamente fruibili.
Questi interventi si inseriscono nella strategia più ampia, immaginata dal presidente Guerri, che guarda al Vittoriale come organismo vivo, aperto e accessibile, capace di coniugare tutela, innovazione e alta progettualità culturale, restituendo al pubblico una visione insieme antica e nuova dell’eredità dannunziana.
Nelle giornate di festa verrà inoltre presentata l’antologia di poesie dannunziane, curata da Guerri ed edita da Crocetti editore, saranno inaugurate nuove opere d’arte nel parco e le mostre della stagione primaverile del Vittoriale: un’esposizione dedicata a Ugo Mulas, realizzata in collaborazione con la Fondazione Mulas e le personali di Lorenzo Capellini, Emanuele Gregolin e Umberto Mariani, organizzata da Lorenzo Zichichi del Cigno Arte e curata da Giordano Bruno Guerri.
L’ingresso al parco del Vittoriale sarà gratuito per le due giornate di festa. Nella giornata di sabato 14 il Vittoriale resterà aperto sino alle ore 22.00 (ultimo ingresso ore 21.00).