Il Consiglio dei ministri ha confermato il senatore Guido Castelli Commissario straordinario del Governo per la ricostruzione post sisma 2016 in Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria
La proposta è stata presentata al Cdm dalla premier Giorgia Meloni. Castelli, fino al 31 dicembre di quest’anno, resterà Commissario per la riparazione, la ricostruzione, l’assistenza alla popolazione e la ripresa economica dei territori delle regioni Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria interessati dagli eventi sismici verificatisi a far data dal 24 agosto 2016.
Sempre su proposta della Meloni, deliberata anche la proroga, fino al 31 maggio 2026, di Fabrizio Curcio, Commissario straordinario alla ricostruzione nei territori delle regioni Emilia-Romagna, Toscana e Marche colpiti dagli eventi alluvionali che si sono verificati a partire dal 1° maggio 2023.
Su proposta del Ministro dell’interno Matteo Piantedosi, approvata la nomina del prefetto Giuseppe Castaldo a Commissario per il coordinamento delle iniziative di solidarietà per le vittime dei reati di tipo mafioso.
Su proposta del Ministro dell’economia e delle finanze Giancarlo Giorgetti, visto il parere favorevole espresso dalla
Conferenza unificata, deciso anche il rinnovo dell’incarico di Direttore dell’Agenzia del demanio conferito alla dottoressa Alessandra dal Verme, a decorrere dalla data del 13 gennaio 2026 fino al 31 gennaio 2027, ovvero fino al giorno
antecedente la cessazione dal servizio per sopraggiunta maturazione dei requisiti pensionistici.
“Ringrazio il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, il Ministro per la protezione civile Nello Musumeci e tutto il Consiglio dei ministri per aver confermato la fiducia nei miei confronti prorogando, fino al 31 dicembre 2026 il mio incarico di Commissario Straordinario per la ricostruzione e la riparazione post-sisma 2016. – ha detto Guido Castelli – È una responsabilità che accolgo con senso del dovere, consapevole che l’anno che si apre ha un valore particolare. Il 2026, infatti, segna il decennale di uno degli eventi catastrofali più drammatici della storia recente del nostro Paese. Una ricorrenza che impone di custodire la memoria per quanto è accaduto e un sempre maggiore, concreto, impegno per rendere ancora più efficace il lavoro svolto fin qui, nel segno dei cantieri e della velocizzazione della macchina amministrativa. Nella consapevolezza che la realtà di Amatrice necessita di una particolare attenzione e dedizione, l’obiettivo primario resta quello di riportare nelle loro case tutti i nostri cittadini, il prima possibile”.
“In questi tre anni – prosegue Castelli – grazie al pieno sostegno del Governo e alla collaborazione delle Regioni, degli enti locali, degli Uffici speciali e di tutti gli attori coinvolti, abbiamo impresso un decisivo cambio di passo alla ricostruzione. I numeri testimoniano questa accelerazione: quasi 13.000 cantieri chiusi, 9mila in corso e 1.500 opere pubbliche già avviate. Dei circa 14mila nuclei familiari che avevano perso l’abitazione, un terzo sono tornati nelle loro case. Grazie anche alle misure introdotte da Governo e Maggioranza, a partire all’intervento diretto dello Stato per la chiusura delle cosiddette ‘code’ del Superbonus (contenuto nella Legge di Bilancio), che garantisce la prosecuzione di circa cinque mila cantieri, il 2026 dovrà essere sempre più un anno nel segno dei cantieri e dei borghi dell’Appennino centrale che tornano a nuova vita. Oltre che per la ricostruzione materiale, continueremo a lavorare per quella riparazione economica e sociale che può consentire di garantire alle nostre comunità nuove, tangibili, opportunità di crescita e sviluppo. Il percorso intrapreso con crescente fiducia e determinazione prosegue – conclude Castelli -, nella consapevolezza che il decennale del sisma ci richiama a una riflessione e ad un dovere collettivo: trasformare una ferita profonda in una nuova prospettiva di futuro per l’Appennino centrale”.
