Scoperto in Abruzzo hub di stoccaggio per traffico di droga riconducibile alla ‘ndrangheta, arrestati due calabresi residenti a Montesilvano
L’operazione della Guardia di finanza, coordinata dalla Dda di Catanzaro, ha portato all’emissione di 15 misure cautelari in tutta Italia. In Abruzzo sono stati arrestati due uomini originari della Calabria e residenti a Montesilvano.
Il giro sarebbe riconducibile alla ‘ndrangheta di Ariola rappresentata dalla ‘ndrina Maiolo di Acquaro (Vibo Valentia) colpita oggi dalle Fiamme Gialle.
Il capo della Dda Salvatore Curcio e i vertici della Finanza del comando di Catanzaro hanno spiegato:
«Quello di Ariola è storicamente un clan molto agguerrito e, anche in questo caso, il narcotraffico si è rivelato uno dei maggiori sistemi di autofinanziamento della cosca, anzi il maggiore sistema insieme al riciclaggio. Da questa nuova indagine abbiamo avuto anche la conferma di come le organizzazioni di ‘ndrangheta si siano evolute per stare al passo con il progresso tecnologico».
Il “locale” di Ariola, ha proseguito, «utilizzava messaggistica criptata per le proprie comunicazioni, più difficile da penetrare ma in linea con il trend delle principali consorterie. Un aspetto che ovviamente ha reso le indagini un po’ più complicate, se si considera che nemmeno 20 anni fa pensavamo che la posta elettronica fosse l’ultima frontiera del progresso. Inoltre sono state ricostruite transazioni di marijuana, per oltre 700 chili, e cocaina, per oltre 11 chili, per un valore di oltre 10 milioni di euro».
Il locale di Ariola «era stato in grado di costruire ramificazioni praticamente in tutta Italia, soprattutto nel Lazio e in Abruzzo, arrivando anche in Piemonte, Lombardia e Puglia. Nello specifico in Abruzzo era stato allestito un vero e proprio hub di stoccaggio da dove venivano veicolate intere partite di droga», ha ribadito Pierpaolo Manno, comandante della guardia di finanza di Catanzaro.
«Il dominus dell’organizzazione – ha evidenziato a sua volta Salvatore Tramis, comandante del nucleo di polizia economico-finanziaria della Guardia di Finanza di Catanzaro – era Angelo Maiolo, specializzato in particolare nel narcotraffico. Maiolo si sarebbe avvalso di corrieri del Vibonese che si muovevano per tutta Italia, soprattutto di un camionista».
La droga veniva trasportata su gomma, sembra che arrivasse al porto di Civitavecchia e dal Lazio venisse poi trasferita per lo stoccaggio in Abruzzo.