Chiuse le indagini sulla morte di Fabiana Piccioni, la 46enne di Giulianova trovata semi carbonizzata nel gennaio scorso
La Procura ha notificato l’avviso di conclusione delle indagini, sotto accusa l’artigiano albanese di 50 anni, indagato per spaccio di droga, soppressione di cadavere e morte come conseguenza di altro reato. Gli accertamenti medico-legali successivi all’autopsia hanno fissato la data del decesso al 2 gennaio, diversi giorni prima del ritrovamento del corpo. Secondo gli investigatori, l’uomo sarebbe stato l’ultima persona ad aver incontrato la donna. Subito dopo la scoperta del cadavere, l’indagato aveva contattato i carabinieri con una telefonata dall’Albania, dichiarandosi disponibile a chiarire i rapporti con la 46enne ma negando qualsiasi responsabilità. Rientrato a Giulianova, si era poi presentato in caserma confermando di conoscere Fabiana e di averla vista nei giorni precedenti alla scomparsa.
Le indagini, basate anche sull’analisi dei tabulati telefonici, hanno però portato alla luce nuovi elementi. Gli accertamenti del Ris hanno infatti rilevato tracce del Dna dell’indagato sul corpo della donna, mentre nel furgone utilizzato dall’uomo per la sua attività di pulizie nel teramano sarebbe stato trovato un capello appartenente alla vittima.
Secondo l’ipotesi accusatoria, l’indagato avrebbe trasportato il corpo con il furgone per poi dargli fuoco. Si tratta tuttavia di accuse che dovranno essere verificate nelle successive fasi del procedimento coordinato dalla pm Greta Aloisi. Negli ultimi mesi in città è nato anche un comitato di cittadini per chiedere verità e giustizia.