Oggi, 27 gennaio, anche in diverse località dell’Abruzzo sono tante le iniziative organizzate per il Giorno della memoria
La persecuzione antiebraica in Italia non fu un evento improvviso né unicamente l’effetto dell’occupazione tedesca dopo il 1943. Si sviluppò progressivamente all’interno di un preciso quadro istituzionale, attraverso decisioni legislative e pratiche amministrative che trovarono nel regime fascista il proprio riferimento.
“Le leggi razziali del 1938 – si legge in una nota inviata dal Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani – tradussero l’antisemitismo in norma dello Stato, ridefinendo l’appartenenza alla comunità nazionale ed escludendo gli ebrei dalla vita civile, economica e sociale. Dopo l’8 settembre 1943, la collaborazione della Repubblica sociale italiana con le autorità naziste rese possibile l’arresto e la deportazione di migliaia di persone, con il coinvolgimento diretto di apparati e funzionari italiani. È proprio la memoria scritta a consentire oggi una ricostruzione puntuale di questi processi, sottraendoli all’astrazione e restituendo loro volti, nomi e responsabilità.
Alla luce di queste considerazioni, il CNDDU promuove, in vista della Giornata della Memoria 2026, una Campagna nazionale per le scuole dal titolo Parole che restano. Si tratta di un percorso pensato per coinvolgere studenti e studentesse in un’esperienza attiva e partecipata di confronto con la memoria scritta della Shoah, valorizzando la lettura critica dei testi, l’analisi dei documenti e la riflessione sul linguaggio. L’dea è che siano proprio le parole – quelle dei diari, delle lettere, delle leggi, delle testimonianze – a costruire il ponte tra il passato e il presente, rendendo visibili i processi attraverso cui i diritti possono essere progressivamente negati”.
Di seguito i principali appuntamenti per il Giorno della memoria in varie località dell’Abruzzo
CHIETI
“Dietro il sipario, un viaggio nella memoria” con Gianni Orecchioni. Sala Cascella della Camera di commercio Chieti Pescara, piazza Vico 3, Chieti. Orario: 17.00 – 19.00.
In occasione della Giornata della Memoria per le vittime dell’Olocausto, l’Archivio di Stato di Chieti promuove l’evento “Dietro il Sipario: un viaggio nella memoria”, un incontro di riflessione storica e civile dedicato alla memoria dell’internamento e della persecuzione durante il fascismo.
L’iniziativa si svolge oggi, martedì 27 gennaio 2026, dalle ore 17.00 alle 19.00, presso la Sala Cascella della Camera di Commercio di Chieti-Pescara (Largo Gian Battista Vico 3, Chieti), e sarà incentrata sul volume “Dietro il Sipario. Maria Eisenstein e l’invenzione del diario” di Gianni Orecchioni (Carabba, 2022).
Il libro è al centro di un dialogo tra l’autore e il professor Stefano Trinchese, ordinario di Storia contemporanea presso l’Università d’Annunzio Chieti-Pescara, studioso di storia politica e culturale dell’area adriatica e mediterranea. L’incontro sarà moderato da Stefania Di Primio, Direttrice dell’Archivio di Stato di Chieti.
Gianni Orecchioni, storico e letterato lancianese, è specializzato nello studio della storia locale del Novecento, con particolare attenzione ai temi dell’internamento civile, delle persecuzioni razziali e delle memorie rimosse dal fascismo. Laureato in Filosofia, già docente di storia e filosofia nei licei e Dirigente scolastico, ha svolto anche incarichi di docenza universitaria. È autore di numerosi saggi e volumi basati su fonti archivistiche e testimonianze storiche, tra cui I sassi e le ombre e Il Fascismo, la Guerra, la Rivolta.
Il punto di partenza del dialogo sarà la figura di Maria Eisenstein, conosciuta come l’internata numero 6, reclusa nel campo di concentramento fascista di Villa Sorge, a Lanciano, tra luglio e dicembre del 1940. Dalla sua esperienza nacque un’opera pubblicata nel 1944, divenuta una delle testimonianze più significative sull’internamento civile femminile nell’Italia fascista, spesso accostata al Diario di Anna Frank per intensità e valore memoriale.
Nel suo volume, introdotto da una prefazione di Dacia Maraini, Orecchioni propone una rilettura critica del testo e del contesto storico in cui fu concepito. Il campo di internamento di Lanciano, attivo dal 1940 al 1943, accolse 75 donne di diversa provenienza europea, internate perché ebree o sospettate di antifascismo. Attraverso la forma del diario – che l’autore interpreta come una consapevole costruzione narrativa – emerge un quadro vivido della quotidianità del campo, delle difficili condizioni di vita, delle tensioni interne e delle dinamiche di potere. Ampio spazio è dedicato anche al profilo umano e intellettuale di Maria Eisenstein, nata Moldauer, cresciuta nella cultura mitteleuropea, laureata a Firenze e sposata a Guardiagrele con Samuel Eisenstein in un rito ebraico celebrato da Elio Toaff.
Maria Eisenstein, protagonista del dibattito culturale del secondo dopoguerra e amica di Alba de Céspedes, riversò nel suo “libro-documento”, così definito dallo storico Carlo Spartaco Capogreco, una scrittura ricca di riferimenti pirandelliani, brechtiani e shakespeariani, che costituisce ancora oggi una fonte di straordinario valore per la ricostruzione storica e la trasmissione della memoria.
Interventi: Stefania Di Primio, Direttrice dell’Archivio di Stato di Chieti; Vincenzo Mario Lombardi, Soprintendente Archivistico e Bibliografico per l’Abruzzo e il Molise; Diego Ferrara, Sindaco di Chieti; Gianni Orecchioni, autore del volume; Stefano Trinchese, professore ordinario di Storia contemporanea, Università d’Annunzio Chieti-Pescara. Ingresso libero fino a esaurimento posti.
LANCIANO
Lanciano rinnova anche quest’anno il suo omaggio alle vittime delle persecuzioni e dello
sterminio nazifascista. L’amministrazione comunale celebra la ricorrenza del Giorno della Memoria oggi alle ore 11.00, nel Parco delle Memorie, in via Maria Eisenstein (via Belvedere).
Alle ore 11.00 la deposizione di una corona di alloro davanti alla targa in ricordo del campo di internamento ebraico di Villa Sorge. Alla cerimonia di commemorazione partecipano autorità religiose, civili, militari e associazioni combattentistiche e d’arma.
L’AQUILA
FOSSACESIA
SPOLTORE
La memoria contro l’indifferenza: mostra fotografica di Mauro Vitale per onorare le vittime del genocidio. In occasione della ricorrenza, l’amministrazione comunale di Spoltore promuove e patrocina, con la collaborazione della Città della Fotografia, un’iniziativa culturale di straordinaria intensità che unisce il rigore storico alla potenza del linguaggio visivo.
Il sindaco Chiara Trulli: “Il Giorno della Memoria non deve essere un rito stanco, ma un grido vivo che scuote le coscienze nel presente. I cancelli di Auschwitz si spalancavano ottantuno anni fa, ma oggi le ferite ancora sanguinano in tante parti del mondo e ci ricordano tragicamente che la lezione non è stata ancora appresa pienamente. Questa mostra è un atto di resistenza contro l’indifferenza: onoriamo questa giornata, ma non possiamo chiudere gli occhi davanti alle tragedie che continuano a colpire l’umanità. Riconoscere la dignità di ogni popolo vittima di violenza significa scegliere, qui e ora, di lottare contro ogni nuova forma di odio e oblio”.
L’assessore alla Cultura Nada Di Giandomenico aggiunge: “Le fotografie di Mauro Vitale sono specchi che ci costringono a guardare in faccia l’umanità tradita, sia quella del passato che quella che oggi soffre a causa dei conflitti e della privazione dei diritti fondamentali. Non esistono gerarchie del dolore: ogni genocidio nasce dallo stesso seme, quello della negazione dell’altro. Abbiamo il dovere di educare anche i nostri giovani non solo a ricordare la storia, ma a leggere i segnali del presente con occhio critico. Questa esposizione vuole essere un anticorpo potente contro il ritorno di vecchi spettri, promuovendo una cultura della pace che sia azione quotidiana e consapevolezza interculturale”.
L’esposizione, visitabile fino al 1° febbraio 2026, propone un percorso che, partendo dal valore imprescindibile della Shoah, abbraccia la pari dignità di tutti i popoli vittime di sterminio. All’incontro parteciperà l’autore Mauro Vitale, che illustrerà come la fotografia di una persona non sia solo un’immagine, ma la testimonianza pulsante di un’esistenza e un mezzo capace di farsi voce universale. Per l’occasione, l’autore proietterà anche un contributo video, uno strumento multimediale scelto per rendere ancora più immersiva e immediata la riflessione sui temi trattati, trasformando la visione in un dialogo necessario per superare le barriere dell’indifferenza.
L’iniziativa sarà arricchita da momenti di approfondimento con letture e interventi per analizzare le crisi umanitarie del tempo attuale, offrendo alla cittadinanza uno spazio di riflessione condivisa sulla responsabilità collettiva e sulla necessità di riconoscere sempre l’umanità nell’altro.
ATRI
Domani, giovedì 30 gennaio 2026, alle 21, il Teatro Comunale di Atri ospiterà “HAOHS”, una performance teatrale dedicata alla Shoah e agli altri genocidi del Novecento e del presente, nell’ambito delle iniziative per l’81° Giorno della Memoria.
In scena un numeroso cast composto da: Davide Bernardi, Mattia Bonadduce, Antonio Branciaroli, Stella Cappelletti, Federico Caprioni, Giulia Caprioni, Isabella Carlomagno, Giuliana Cianci, Lara Cicconi, Salvatore Citzia, Daniela Clementoni, Giulia De Flavis, Vittoria Del Nunzio, Francescomaria Di Bonaventura, Luigi Di Bonaventura, Francesca Di Giammarco, Ludovica Di Pietro, Gabriella Erminia Di Monte, Lorenzo Garbatini, Roberta Iacone, Viola Lattanzi, Riccardo Liberato, Luca Macaluso, Daniela Manzo, Maria Mazzocca, Nicola Monticelli, Priscilla Monticelli, Marco Moschetta, Marco Nazionale, Rocco Petrella, Pierpaolo Pizzuti, Guido Sala, Serena Scopolino, Giada Spagna, Alessia Stanchieri, Moira Vespasiani. Le musiche dal vivo vedono la partecipazione di Adriana Bumbu (violino), Alessandro Carincola (pianoforte) e Franca Sucapane (clarinetto). La regia e la direzione artistica sono firmate da Giuliana Cianci e Francescomaria Di Bonaventura.
“Il Giorno della Memoria rappresenta un momento fondamentale di riflessione e consapevolezza collettiva – spiega Piergiorgio Ferretti, sindaco di Atri –. Attraverso iniziative come HAOHS, il teatro diventa uno strumento prezioso per mantenere vivo il ricordo delle tragedie del Novecento e per trasmetterne il significato alle nuove generazioni. È nostro dovere custodire la memoria storica e promuovere occasioni culturali che invitino al rispetto, alla dignità della persona e al valore della libertà”.
La scuola media Antonelli, alle 10, ospita il primo di due appuntamenti dal tema “Educhiamo le coscienze… perché non sia mai più!”. Intervengono la dirigente scolastica dell’Istituto comprensivo Pescara 7 Rossella Di Donato, il direttore della Libreria San Paolo di Pescara Antonio Di Giosafat e lo scrittore Filippo Guidi, che leggerà agli studenti alcuni versi tratti dal suo libro, Masciulli edizioni: “28320. Il ragazzo che urlava in silenzio”. Il testo racconta delle violenze e della spersonalizzazione subita dagli internati nei campi di sterminio nazisti.
Alle 11.30 si replica all’Istituto Alberghiero De Cecco, con gli interventi di Di Giosafat e Guidi introdotti dalla dirigente scolastica Alessandra Di Pietro:
«Visitiamo queste scuole – spiega Antonio Di Giosafat, direttore della Libreria San Paolo di Pescara – per incontrare i ragazzi, ricordare con loro quella che fu una delle stragi, ingiustizie e ignominie più gravi della storia contemporanea, al fine di sensibilizzare le nuove generazioni a non ripetere simili scempi».
Infine, nel pomeriggio alle 16.30, è la Libreria San Paolo in Corso Vittorio Emanuele 191 ad ospitare un momento speciale di riflessione e preghiera. Qui intervengono il direttore dell’Ufficio per il dialogo ecumenico e interreligioso dell’Arcidiocesi di Pescara-Penne don Achille Villanucci e, ancora una volta, lo scrittore Filippo Guidi che accompagna la riflessione con la lettura del suo libro:
«A impreziosire quest’ultimo incontro – conclude Di Giosafat – sarà la testimonianza silente di due suore polacche, che suoneranno i loro strumenti per conferire la giusta atmosfera di raccoglimento all’evento».
VASTO