Le audizioni dei soggetti interessati a presentare un’offerta per il complesso delle Terme di Caramanico previste oggi in II Commissione regionale si svolgeranno dopo il 24 aprile, data fissata dai curatori come termine ultimo per la presentazione delle proposte.
Lo riferisce il consigliere regionale Antonio Di Marco, che nelle scorse settimane aveva sollecitato un confronto istituzionale sul futuro dello storico stabilimento termale attraverso una risoluzione che dal Consiglio regionale era tornata nella Commissione Ambiente e Territorio proprio per dare maggiore attenzione alla proposta di realizzare un vero e proprio piano industriale per il rilancio proposto dal consigliere, vicepresidente dell’organismo consiliare.
“Riteniamo corretto attendere la scadenza fissata dai curatori per la ricezione delle offerte, così da avere un quadro completo delle proposte in campo. In questo modo la Commissione potrà farsi illustrare dai soggetti interessati la proposta depositata, questo a bocce ferme, senza cioè compromettere decisioni e parametri della scelta preposta al Tribunale – spiega Di Marco –. Ad oggi risultano già tre manifestazioni di interesse: quelle di ACA, delle Terme di Popoli e dell’imprenditore Maresca. È sicuramente importante che il Consiglio regionale possa conoscere nel dettaglio queste ipotesi e valutarne le prospettive. Il confronto istituzionale deve servire a riportare la Regione dentro una partita strategica per il territorio. Le Terme di Caramanico sono state per oltre un secolo motore economico, turistico e sociale di un intero comprensorio. Parliamo di una realtà che ha costruito identità, lavoro e sviluppo e che oggi non può restare spenta. Per tutte queste ragioni ho sollecitato il Governo regionale ad assumere una posizione e a prepararsi a svolgere un ruolo di accompagnamento istituzionale, nel rispetto anche dei territori che dovranno essere ascoltati e coinvolti quando le procedure attualmente in corso lo consentiranno. L’obiettivo deve essere quello di costruire una prospettiva di rilancio che vada oltre il solo valore simbolico dello stabilimento, con l’auspicio – conclude Di Marco – che la Regione ambisca a farsi davvero interprete di una rinascita concreta. La riapertura delle Terme di Caramanico non è soltanto un’operazione identitaria: significa generare incoming turistico, economia e opportunità di sviluppo che all’Abruzzo servono e che sono vitali per le aree interne. Per questo continueremo a restare sul pezzo: la nostra attenzione non verrà meno finché non si costruirà un orizzonte condiviso che veda protagonisti Regione, Comuni, soggetti interessati e comunità”.
