Frana Silvi Paese: alle 7.15 l’evacuazione, alle 13 il crollo

Erano stati evacuati appena cinque ore prima del crollo gli abitanti della palazzina venuta già a Silvi Paese, dove è in atto un grave movimento franoso

Devono la vita ai volontari della Protezione civile di Silvi gli abitanti della contrada Santa Lucia che fino a questa mattina presto vivevano relativamente tranquilli nella loro abitazione, non inserita tra quelle a rischio.

La loro vita è cambiata alle 7.15, quando i volontari della Protezione civile hanno bussato alla porta invitandoli a lasciare la palazzina. Appena poche ore dopo, intorno alle 13, la loro casa è venuta giù come se fosse stata imbottita di dinamite. Al suo posto polvere, calcinacci, detriti e le cose di una vita risucchiate nel terreno. Tanto dolore, certo, ma anche il sollievo per non esserci finiti sotto, per essere andati via sani e salvi.

Un miracolo? No, piuttosto un’azione umana tempestiva e competente di chi ha saputo capire la gravità della situazione e il pericolo imminente.

Ai volontari è arrivato il ringraziamento personale del direttore dell’Agenzia Regionale di Protezione Civile, Maurizio Scelli, il quale ha aggiunto che le persone evacuate sono assistite dal Comune di Silvi in strutture abitative alterative. Scelli ha anche detto che bisognerà trovare le risorse per consentire la delocalizzazione delle case in un’area più sicura, la Regione Abruzzo ha già manifestato il proprio impegno in tal senso.

Nonostante lo scampato pericolo per i residenti, l’allerta resta massima. L’area è stata interamente isolata e interdetta al passaggio. “C’è il rischio di eventuali altri crolli” ha avvertito Scelli, sottolineando che la priorità attuale è la messa in sicurezza del perimetro. Parallelamente agli interventi d’urgenza, l’Agenzia regionale darà il via immediato a una serie di sondaggi geologici per comprendere le cause profonde di questo improvviso e violento aggravamento del dissesto
idrogeologico.

Sono tre, ad oggi, le case crollate al suolo, con decine di famiglie costrette ad evacuare ed ospitate dagli hotel della zona. La Protezione Civile, insieme con il Comune e la Regione, ha disposto una sorta di zona rossa attorno al fronte che misura circa trecento metri, perché – come ha lasciato
intendere lo stesso direttore regionale Maurizio Scelli – non sono esclusi altri crolli. L’asfalto della strada provinciale SP29b, già chiusa, è saltato, con le crepe che dividono in due la carreggiata. L’unica via per raggiungere Silvi Paese resta la strada che taglia l’abitato, da cui sono state fatte rimuovere le auto per consentire il doppio senso di marcia. Insomma uno scenario apocalittico che già da settimane era monitorato da tutte le istituzioni.

Marina Moretti: