Dopo la presentazione del piano Stellantis a Detroit, interviene FIOM CGIL Chieti: “Nessuna sorpresa sul Ducato, restano i nodi su investimenti e organici”
Ieri Stellantis ha presentato all’Investor Day di Detroit il piano strategico quinquennale FaSTLAne 2030, da 60 miliardi di euro complessivi, articolato su sei pilastri: gestione del portafoglio marchi, investimenti in piattaforme e tecnologie globali, partnership, ottimizzazione industriale, eccellenza nell’esecuzione e valorizzazione delle regioni.
Il CEO Antonio Filosa ha dichiarato:
«FaSTLAne 2030 è il risultato di mesi di lavoro disciplinato in tutta l’Azienda ed è progettato per guidare una crescita redditizia a lungo termine. Con il cliente al centro di tutto ciò che facciamo, il piano raggiungerà il nostro scopo, quello di “consentire alle persone di muoversi con i brand e i prodotti che amano e di cui si fidano”, alimentato dalla nostra combinazione unica di punti di forza».
«Nessuna sorpresa sul modello, lo avevamo anticipato grazie all’indotto. Ma restano i nodi decisivi su investimenti, organici e volumi produttivi. Come FIOM Chieti precisiamo che l’annuncio del nuovo furgone non ci coglie affatto di sorpresa. Già qualche mese fa, infatti, avevamo sollevato la questione e ne avevamo parlato pubblicamente grazie a una serie di informazioni che eravamo riusciti a reperire direttamente all’interno delle aziende dell’indotto. Tuttavia, il quadro delineato ieri dal Gruppo Stellantis lascia del tutto irrisolti i nodi fondamentali per il futuro del nostro territorio».
Ad oggi, la FIOM di Chieti evidenzia l’assenza di risposte chiare su tre punti decisivi:
Gli investimenti: non è stata comunicata l’entità economica dei capitali destinati specificamente al sito produttivo di Atessa e allo sviluppo della nuova gamma.
Gli organici: manca qualsiasi garanzia sui livelli occupazionali, sulla tenuta dei posti di lavoro all’interno della fabbrica e sui piani per il personale nel medio e lungo termine.
L’indotto e la componentistica: non vi è alcuna certezza sui volumi produttivi assegnati, un fattore che rischia di avere un impatto drammatico sulla rete dei fornitori locali che vive già da tempo una situazione di forte sofferenza.
Restano inoltre sul tavolo i forti dubbi legati alla vera e propria allocazione della produzione. Non è stato chiarito se il nuovo furgone sarà una prerogativa esclusiva dello stabilimento di Atessa o se la produzione riguarderà anche Gliwice, e in questo caso quale sarà l’esatta proporzione dei volumi.
«Se la conferma del modello è un fatto positivo che avevamo già intercettato mesi fa grazie al lavoro sindacale nell’indotto, oggi non possiamo ritenerci soddisfatti da un piano privo di cifre e dettagli. Senza conoscere l’entità degli investimenti, l’impatto sugli organici e il rischio di una competizione interna con la Polonia».
La FIOM CGIL CHIETI ribadisce la necessità immediata di un tavolo di confronto specifico con i vertici aziendali.
«È indispensabile che Stellantis passi dagli annunci ai fatti, quantificando le risorse e blindando la centralità della Val di Sangro nel settore dei veicoli commerciali» conclude il segretario generale della FIOM CGIL Chieti, Alfredo Fegatelli, responsabile Automotive FIOM Abruzzo Molise.