Febbo diffida il Rup per il bando del nuovo ospedale di Chieti

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Il consigliere regionale Mauro Febbo ha diffidato il responsabile unico del procedimento per il bando di gara europeo del nuovo ospedale di Chieti

Il consigliere regionale di Forza Italia Mauro Febbo ha notificato oggi una diffida al responsabile unico del procedimento del bando di gara europeo per la realizzazione del nuovo ospedale di Chieti attraverso il project financing, Giulietta Capocasa, direttore amministrativo dell’Asl Lanciano Vasto Chieti, a compiere qualsiasi atto propedeutico alla indizione del bando, preannunciando azione di responsabilità penale ed erariale .L’iniziativa, come spiega Febbo in una nota, è motivata dalla decisione del Governo di aumentare di 4 miliardi il fondo per l’edilizia sanitaria che potrà essere utilizzato per la costruzione dei nuovi ospedali evitando il ricorso a progetti di finanza. Febbo a riguardo dichiara:

”Con queste nuove risorse, è possibile riprendere la programmazione avviata per la costruzione dei nuovi ospedali così come pianificato dal precedente governo regionale di centrodestra nel 2011 dall’allora commissario Gianni Chiodi, nella consapevolezza che fosse più economico costruire nuove strutture piuttosto che tentare di adeguare l’esistente che prevedeva un fondo così suddiviso: 228 milioni dallo Stato, 12,5 dalla Regione, e 101 milioni derivanti dalla sdemanializzazione delle aree di risulta dei vecchi ospedali. Oggi che i 228 milioni dello Stato diventano realtà, ovvero per cassa e dunque disponibili, oltre l’accesso al mutuo Cassa Depositi e Prestiti (tasso 1%), decade del tutto l’idea di avviare i project financing per la realizzazione dei nuovi ospedali così come pianificato dall’attuale governo regionale ed è possibile, invece, avviare l’iter della loro costruzione. E’ indispensabile bloccare e rivedere immediatamente l’attuale irrealizzabile, antieconomico oltre che illegittimo project financing proposto dall’Ati Maltauro per il nuovo nosocomio di Chieti che, ribadisco, intravedo solo ed esclusivamente come un’azione scientemente preparata che prelude al collasso anche economico e finanziario della sanità teatina, con ripercussioni sulla classificazione di Dea di II Livello e conseguentemente sulla stessa Università”.

Chiara Bonatti: