Famiglia nel bosco: su il Centro l’audio del pianto di uno dei bimbi

Un codice Qr per ascoltarlo e un articolo correlato: sul quotidiano il Centro di oggi il pianto notturno di uno dei bimbi della famiglia nel bosco nella struttura protetta di Vasto

È il racconto di una notte agitata quello che appare sulle colonne del quotidiano. Il fatto si riferisce a metà febbraio, quando Catherine Trevallion, dopo l’allontanamento dalla casa nel bosco disposto dal Tribunale per i minorenni di L’Aquila e la sospensione della responsabilità genitoriale, è ospite della struttura di Vasto, dove ancora oggi sono i suoi tre figli. È notte. Al pianterreno il gemellino di sei anni si sveglia piangendo e chiama la mamma, che dorme al piano superiore.

Alla donna è consentito di stare con i figli durante i pasti, ma non di dormire con loro. Sentite le grida del bimbo, la madre prende il cellulare e registra tutto, poi va andato dal piccolo per tranquillizzarlo: «La mamma è qui tesoro. Va tutto bene. Guarda la mamma. Sei al sicuro. Andrà tutto bene». Il bimbo però non riesce a calmarsi, poco dopo le confesserà di avere paura che non torneranno mai a casa. Catherine lo porta su nella sua stanza, per farlo dormire accanto a lei. Un gesto che le verrà contestato nelle relazioni basate sul racconto delle assistenti sociali.

La registrazione, di cui già si conosceva sommariamente il contenuto, finirà poi agli atti del fascicolo giudiziario pubblicato in esclusiva dal il Centro.

Sulla questione interviene l’avvocata Alessandra De Febis, Garante per l’infanzia e
l’adolescenza della Regione Abruzzo:

«Intorno alla vicenda della cosiddetta famiglia nel bosco si è creato un clima di odio
contro le istituzioni che certamente non aiuta la coppia a contestualizzare correttamente quanto sta accadendo -. afferma l’avvocata De Febis – La violazione della privacy a cui i tre minori Trevallion sono costantemente sottoposti è inaccettabile e preoccupante. La perizia, o meglio, la bozza di consulenza, al netto della valutazione tecnica che spetta alla competenza medica – osserva la garante – torna a sottolineare la non preclusione al recupero della responsabilità genitoriale. La coppia va sostenuta, non aizzata contro le istituzioni».

Rispetto alla questione privacy, secondo De Febis “dovremmo prendere a monito quanto accaduto nella vicenda relativa alla concessione della grazia alla signora Minetti, dove si è scelto giustamente di non entrare nei dettagli della malattia del bambino, per rispetto della sua privacy e della sua dignità. Questo principio, la tutela dei minori e delle persone vulnerabili, dovrebbe valere sempre, indipendentemente dal contesto o dall’attenzione mediatica. Eppure – osserva – nel caso della famiglia nel bosco, questo rispetto sembra venire meno”.

«Auspico un intervento anche da parte dell’Ordine dei Giornalisti, poiché risulta oggi indiscussa la violazione della Carta di Treviso; essa ricorda come, in presenza di minori, la riservatezza debba prevalere sempre sul diritto di critica e di cronaca, indipendentemente dal ruolo del minore. Oggi i tre bambini sono facilmente identificabili e corrono il grave rischio di essere in futuro giudicati non per quello che
diventeranno – conclude De Febis – ma per il loro passato».