Famiglia nel bosco: “Mai impedito alla mamma di raggiungere i bimbi”, così dalla casa famiglia

“Nessuno ha mai impedito a Catherine, la mamma dei bambini del bosco, di raggiungere i propri figli, nessuna porta è stata chiusa. Anzi, alcune sere la donna è scesa dai minori per dormire con loro o portarli nel suo appartamento per la notte”. È la sintesi del documento con cui la casa famiglia nella quale sono ospitati dal 20 novembre la mamma e i figli della ‘casa nel bosco’ replica alle informazioni degli ultimi giorni

In una diffida inviata al Tribunale dei minori dell’Aquila, e ai servizi sociali, infatti, i legali della famiglia, Marco
Femminella e Danila Solinas, avrebbero proprio richiesto che venga garantita la possibilità ai bambini di raggiungere la madre senza impedimenti.
“La porta in questione – si legge nella nota – è una porta di accesso al pianerottolo della scalinata interna (che collega il piano terra dove sono collocati i minori ospitati, con i piani superiori) ed è dotata di maniglione antipanico, che consente sempre l’apertura dall’interno della scala, che nessuno può chiudere. Non si tratta della porta delle camere dei minori e non è mai stata utilizzata per ‘chiudere a chiave i bambini la notte’, come irresponsabilmente riportato da alcune ricostruzioni giornalistiche. La chiusura dal lato del corridoio del piano terra è stata disposta nel pomeriggio del 9 febbraio 2026 esclusivamente per prevenire situazioni di rischio, in quanto i tre bambini, eludendo la supervisione educativa, avevano iniziato a salire ai piani superiori, dove sono presenti scale, finestre, terrazze e locali non destinati ai minori, per recarsi dalla madre al secondo piano. Tale misura è stata adottata unicamente a tutela della loro incolumità fisica”.

“Comunque – conclude la struttura -, la madre non ha mai trovato la porta chiusa dal lato a lei accessibile, perché la porta è sempre apribile con la maniglia antipanico, e non le è mai stato impedito dal personale di raggiungere i figli in qualsiasi momento, anche nelle ore notturne. È accaduto diverse sere, infatti (e sta accadendo ancora spesso) che la madre sia scesa dai figli e sia rimasta a dormire con loro, o li abbia portati nel suo appartamento, posto al secondo piano. Quindi la rappresentazione della porta chiusa a chiave è quantomai inveritiera e lontana dalla realtà”.