“La perizia indipendente realizzata dall’equipe di psichiatri della Asl Lanciano Vasto Chieti conferma lo stato di disagio e sofferenza dei minori segnalato dalla madre”. E’ quanto scrive, in una nota, l’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza, Marina Terragni, tornando sul caso della ‘famiglia nel bosco’ ed esprimendo “preoccupazione per la salute psicologica ed emotiva dei tre bambini, ospiti da oltre due mesi in casa-famiglia e provati dal trauma dell’allontanamento e della rottura del nucleo familiare”
Secondo l’equipe di esperti, riferisce Terragni riferendosi ad alcuni passaggi della perizia, “i bambini presentano una
sostanziale adeguatezza delle aree emotivo relazionali. L’interazione con i genitori risulta valida e questi rappresentano per loro un valido riferimento emotivo”.
“L’auspicio – continua Terragni – è che in sede giudiziaria si tenga nel debito conto questa valutazione, conformando anche i tempi del procedimento al superiore diritto alla salute psicologica dei tre bambini. Il caso – prosegue – non è certo l’unico né probabilmente quello più problematico tra i molti casi di allontanamento di minori portati ogni giorno alla nostra attenzione, ma ha il merito di avere acceso i riflettori su un sistema che necessita riflessione e anche cambiamenti, laddove necessari”.
“Al momento – conclude la Garante – basterebbe fare riferimento alla normativa vigente, cosa che purtroppo non sempre avviene. Proprio per questo abbiamo voluto fare il punto con il nostro recente documento ‘Prelevamento dei minori, facciamo il punto’ dedicato al tema”.
E arriva una nota che pubblichiamo dalla Asl incaricata delle perizie.
“A proposito della valutazione effettuata dal Servizio di Neuropsichiatria Infantile della Asl Lanciano Vasto Chieti sulla famiglia nel bosco, il responsabile Riccardo Alessandrelli ritiene opportuno fare chiarezza su alcuni passaggi che potrebbero prestarsi a interpretazioni difformi rispetto alle considerazioni espresse. Nel documento rimesso all’ente d’ambito sociale che ha richiesto una nostra perizia – spiega lo specialista – abbiamo indicato un percorso complessivo da intraprendere, sicuramente in seno alla famiglia, ma che sia rispettoso dello sviluppo e delle esigenze dei bambini. Che tenga quindi conto: del desiderio di socialità degli stessi e relazione con i pari, ampiamente manifestati; della necessità di seguire un programma di istruzione e formazione nei luoghi preposti e organizzato secondo i principi dell’istituzione scolastica; dell’obbligo di essere inseriti nel Servizio Sanitario Nazionale seguiti da un pediatra che ne verifichi condizioni di salute, crescita, sviluppo e in regola con le vaccinazioni obbligatorie previste per la popolazione da zero a 16 anni. In definitiva la nostra valutazione definisce un percorso fatto di principi e comportamenti che regolano il nostro Paese, e garantiscono ai bambini condizioni di vita che ne assicurano una crescita sana sotto il profilo psichico e fisico. Ovviamente i genitori, che rappresentano un punto di riferimento importante, non possono che avere un ruolo attivo in tutto questo processo di inserimento dentro un sistema che non è una sovrastruttura, né una gabbia. E’ una cornice che definisce il vivere sociale, di bambini e adulti”.