Famiglia nel bosco, Garante: “Verifiche su bimbo che si rifiuta di mangiare”

Famiglia nel bosco, Garante: “Verifiche su bimbo che si rifiuta di mangiare”. Marina Terragni arrivata alla casa famiglia di Vasto

“C’è arrivata adesso questa novità, del bimbo che si rifiuterebbe di mangiare, ora voglio accertare questa cosa”. Lo ha detto la Garante per l’infanzia e l’adolescenza, Marina Terragni, arrivata poco fa a Vasto nella casa famiglia dove dal 20 novembre 2025 vivono i tre bambini della ‘famiglia nel bosco’, da venerdì scorso senza la madre. A raccontare questo particolare nei giorni scorsi era stata la zia del bambino. “Esprimo il mio auspicio che questa storia possa risolversi velocemente, con il minor danno possibile per i minori. Vengo qui come se fossi una bambina che rappresenta l’interesse dei bambini. Immagino che vedrò la dirigente della struttura – ha risposto ai giornalisti che la attendevano davanti ai cancelli -, la curatrice, l’assistente sociale, o almeno la sentirò al telefono, e spero di riuscire anche a parlare con gli psichiatri della Asl”.
Poco prima dell’arrivo di Terragni la zia e la nonna dei bambini avevano lasciato la struttura; il padre dei piccoli oggi
non è presente.

“Non voglio assolutamente dare la croce agli assistenti sociali ma sicuramente esiste un problema di formazione. Si ritrovano spesso a che fare con situazioni molto delicate senza avere gli strumenti adeguati. In questo caso c’era anche un gap linguistico e culturale che potrebbero aver complicato le cose”. Lo afferma la Garante nazionale per l’infanzia, Marina Terragni, poco prima di entrare nella casa famiglia dove sono ospitati i tre ‘bimbi del bosco’. “Quando lo Stato, rappresentato da un’assistente sociale, si avvicina a una famiglia deve adattarsi, ci dev’essere competenza per capire – ha aggiunto -. Se si crea tra loro una difficoltà insuperabile, magari si prova a cambiare l’assistente sociale”.

“Come usciranno i bimbi quando usciranno da qui? – si è chiesta -. Traumatizzati, ma non lo dico io, lo dicono i luminari della psichiatria di questo Paese”. “Nel mio mondo ideale – ha concluso – lo Stato prende in carico l’intero nucleo, tutte le volte che è possibile, gli dà non un antagonista ma una specie di familiare, di amico, che segue la famiglia ed entra a far parte del loro menage correggendo la rotta dove va fatto”

Famiglia nel bosco, intanto comitato spontaneo manifesta a Roma 29 e 31 marzo

“I figli non sono dello Stato”.
“Basta allontanamenti ingiusti. I bambini hanno diritto alla loro famiglia”: sono gli slogan della manifestazione, in programma a Roma il 29 e il 31 marzo prossimi, in difesa della ‘famiglia nel bosco’, ma non solo, decisa all’indomani del
presidio spontaneo di sabato scorso con i camper a Palmoli, in provincia di Chieti. Le famiglie di neorurali si recheranno a
Roma per dare vita a un corteo il 29 dalle ore 15: partenza da piazza Vittorio Emanuele e arrivo a Porta San Giovanni. Il 31
marzo, dalle ore 11, flashmob nei pressi di Montecitorio, in piazza Capranica, con la consegna delle istanze ai parlamentari
da parte del Comitato spontaneo. Parteciperà una delegazione di genitori ai quali sono stati sottratti i figli. “Difendiamo il diritto dei bambini a crescere nella loro famiglia” dicono gli organizzatori dell’evento. Il caso della “famiglia nel bosco”, sottolineano, ha fatto sì che “la questione si stia allargando a macchia d’olio.”

“Nathan si è reso disponibile ad un colloquio con gli assistenti sociali e sta iniziando un percorso in questa direzione”. Lo afferma l’avvocato Alessandra De Febis, Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza della Regione Abruzzo, a proposito della vicenda della famiglia nel bosco. “Invito tutti alla massima prudenza e responsabilità nella diffusione di notizie su una vicenda così delicata, nel rispetto della privacy e della stabilità dei minori coinvolti”, conclude la garante.

Antonella Micolitti: