“Gli operatori della casa famiglia di Vasto hanno ripristinato buone relazioni con i minori facendo venir meno le ragioni del disposto trasferimento e, pertanto, il Tribunale potrà ora valutare tale nuovo assetto”. Così Maria Pina Benedetti, in rappresentanza dell’Ecad 14 Alto Vastese, sul caso della cosiddetta famiglia del bosco
Durante le ore trascorse nella struttura protetta, la Garante ha incontrato e anche giocato con i bambini trovandoli bene. Nel documento Benedetti sottolinea la professionalità e preparazione del personale in servizio nell’Ecad 14 che opera in equipe con professionisti e sottolinea, replicando alla Terragni, che “l’assistente sociale non ha potuto incontrare la Garante perché impegnata, nelle stesse ore, nella delicata gestione del caso. Ha dato seguito nel pomeriggio ad un contatto telefonico”.
Sulla situazione giudiziaria l’avvocata Benedetti chiarisce che “l’ultima ordinanza del tribunale per i minorenni, aveva previsto il trasferimento dei minori, senza la madre, a causa della situazione critica, creatasi dal mese di gennaio per il rapporto negativo tra madre dei minori ed operatori, che rendeva difficilissima l’opera inizialmente proficua degli educatori con i bambini ed aveva ripercussioni anche sulla intera struttura. Il Tribunale, infatti, sottolineava che il solo allontanamento della madre, pur prescrivibile, non era risolutivo di tali criticità essendo stati gli operatori sfiduciati da questa agli occhi dei minori”.
“Dopo l’allontanamento della madre e in attesa di reperire altra struttura, si è verificato che gli operatori della casa famiglia di Vasto hanno ripristinato buone relazioni con i minori facendo venir meno le ragioni del disposto trasferimento e, pertanto, il Tribunale potrà ora valutare tale nuovo assetto”. L’Ambito sociale invita la Garante Terragni ad “una corretta dialettica istituzionale” e che questa “debba fondarsi su dati oggettivi e sul rispetto dei ruoli”.