Famiglia nel bosco: al via le perizie psichiatriche in un clima di accuse. Papà Nathan distrutto spera ancora

Al via oggi, a L’Aquila, le perizie psichiatriche sui coniugi Trevallion disposte dal Tribunale per i Minorenni dell’Aquila dopo l’allontanamento forzoso, a novembre, dei loro tre bambini, di 6 e 8 anni

Accertamenti che arrivano, tra non poche polemiche, con una settimana di ritardo per problemi legati all’individuazione di un traduttore dalla lingua inglese all’italiano. Per la famiglia sarà presente lo psichiatra Tonino Cantelmi, consulente della difesa.

La perizia sulla famiglia anglo-australiana è stata affidata alla psichiatra e consulente tecnico d’ufficio Simona Ceccoli. L’incarico, ufficializzato nelle scorse settimane, mira a valutare l’idoneità genitoriale di Nathan Trevallion e Catherine Birmingham.

Secondo lo psichiatra Tonino Cantelmi, consulente della famiglia del bosco di Palmoli, la gestione da parte dei servizi sociali della vicenda abruzzese presenta contraddizioni significative rispetto a quanto previsto dalle nuove linee guida. Di qui un invito a riflettere su come sia stato gestito il caso. Secondo il professionista, i tempi lunghi e i problemi tecnici di una perizia, per i quali erano stati concessi quattro mesi, mal si conciliano con i bisogni dei bambini.

Un approccio “ostile” e “manchevole” corroborato da “affermazioni di una gravità irrimediabile” che “hanno compromesso il sereno accertamento degli accadimenti”. Il caso della famiglia del bosco si arricchisce di un nuovo tassello, questa volta legato all’azione dei legali che due giorni fa hanno inviato un’istanza di revoca dell’assistente sociale che, da oltre un anno, segue i tre minori figli della coppia anglo-australiana compreso l’iter che ha portato all’allontanamento e alla sospensione della responsabilità genitoriale.

In un documento di otto pagine, i legali Marco Femminella e Danila Solinas provano a demolire punto su punto le affermazioni dell’assistente sociale Veruska D’Angelo, accusata di essere “il censore” che “si scaglia contro metodi educativi ritenuti diversi e per ciò sbagliati”. Un atto che arriva alla vigilia delle prime perizie psicologiche cui saranno sottoposti oggi i genitori su disposizione del Tribunale dei minorenni dell’Aquila. Una coppia che, a detta del perito di parte, lo psichiatra Tonino Cantelmi, è ormai “prostrata”, “lacerata da una separazione che appare sempre più incomprensibile”. Il documento dei legali, inviato all’Ambito distrettuale sociale dell’Alto Vastese e al consiglio di disciplina dell’Ordine degli assistenti sociali, è un vero e proprio atto d’accusa nei confronti dell’assistente sociale che, scrivono, “ha visto i genitori ed i minori per un totale complessivo di 5 incontri” di cui 3 “ingiustificatamente ed incomprensibilmente alla presenza delle forze dell’ordine”. Secondo Femminella e Solinas, l’assistente “stravolge, aggrava ed anzi vagheggia fatti mai verificati” e “smentiti da documenti ufficiali”. Il particolare si cita il caso dei funghi, da cui è partita la prima segnalazione ai servizi sociali. Nessuno della famiglia – si legge nel documento – è “risultato ‘avvelenato'”, come avrebbe sostenuto D’Angelo, ma si è trattata “di una banale intossicazione alimentare che mai ha messo in pericolo la vita dei minori”. “È innegabile – continuano gli avvocati – la volontà di tratteggiare i genitori come degli sprovveduti negligenti, pericolosi per se stessi e per i loro figli”.

Gli avvocati tentano di smontare anche la tesi della “fuga”, di quando cioè la mamma si traferì per alcuni mesi vicino Bologna sottraendosi alle visite dei servizi sociali. Ma ribattono poi anche sulla mancanza dei servizi essenziali nel casolare, citando la presenza dei pannelli fotovoltaici, dell’acqua corrente e di una cisterna esterna. Secondo Femminella e Solinas, insomma, il rapporto ormai appare completamente incrinato, tanto da violare addirittura il codice deontologico professionale e il “principio di riservatezza” parlando con la stampa.
Oggi, intanto, è il giorno del primo incontro con la psichiatra Simona Ceccoli. La consulente nominata dal tribunale avrà il compito di verificare se la coppia anglo-australiana “presenti caratteristiche psichiche idonee ad incidere sull’esercizio della responsabilità genitoriale”. Ed intanto, chi in questi giorni ha avuto modo di parlare con il papà dei bimbi racconta di un uomo “distrutto, amareggiato e provato”. “Il nostro augurio – sono le parole di Armando Carusi, il ristoratore che ha concesso gratuitamente il suo casolare – è quello di rivedere la famiglia unita al più presto”