In un’intervista concessa al quotidiano il Centro torna a parlare Nathan Trevallion, il papà dei tre bimbi allontanati dalla casa nel bosco di Palmoli
Nell’intervista rilasciata al quotidiano abruzzese il Centro, il papà della famiglia del bosco torna a parlare dopo mesi di silenzio.
«Soffriamo molto, sia io che mia moglie – ha detto Nathan – ma vogliamo dire con chiarezza che noi crediamo nella giustizia e nel sacro valore della famiglia».
Il 20 novembre scorso il tribunale dei minorenni dell’Aquila ha deciso di sospendere la responsabilità genitoriale della coppia e disporre l’allontanamento dei bambini dalla casa nel bosco di Palmoli, sistemandoli con la madre Catherine Birmingham in una struttura protetta di Vasto.
“La nostra vita è diventata insostenibile” dice Nathan, le cui parole fanno eco a quelle della moglie Catherine. In una lettera depositata gli atti, la donna ha lanciato un duro atto d’accusa nei confronti delle assistenti sociali che si stanno prendendo cura dei tre figli, restituendo invece una visione di bimbi infelici, inascoltati, rabbiosi.
«Ci sentiamo travolti e confusi da dichiarazioni, polemiche e notizie che non ci appartengono –
spiega ancora Nathan – Ogni volta che devo separarmi dai figli è durissima».
Il papà ha a disposizione tre incontri settimanali di un’ora e mezza da trascorrere con i figli, mentre la mamma vive nella struttura di Vasto, ma in un piano diverso.
Il tono di Nathan appare più conciliante di quello utilizzato dalla moglie nella lettera inviata a Maria Luisa Palladino e Marika Bolognese, la tutrice e la curatrice nominate dai giudici per rappresentare gli interessi dei minori.
«Anche loro (i bambini, ndr) quando mi vedono andare via, sono molto addolorati – continua Nathan -. Non riescono a capire perché io posso uscire dalla casa famiglia e loro no. Se abbiamo fatto errori, è accaduto per incomprensioni ed equivoci. Noi chiediamo solo una cosa: vogliamo vivere felici e sereni, con i nostri figli, nel rispetto della legge italiana. Solamente questo».
