Famiglia del bosco: gli psicologi solidali con la Garante per l’Infanzia, Marina Terragni: “Professionale e competente”
Lettera aperta di circa 70 esperti e psicologi per esprimere sostegno alla Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza Marina Terragni, all’indomani di un’interrogazione urgente presentata da alcuni parlamentari Pd, con prima firmataria Sandra Zampa. Nell’interrogazione sul caso della famiglia del bosco si stigmatizza l’operato della Terragni.
“Desideriamo esprimere alla rappresentante dell’Autorità Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza Marina Terragni la più ampia solidarietà e il nostro vivo apprezzamento, in qualità di persone che da sempre e a vario titolo si occupano di famiglie e minori, per il modo trasparente e competente con cui esercita la sua funzione”.
Secondo l’interrogazione la Garante “avrebbe violato il diritto alla privacy dei componenti
della cosiddetta famiglia del bosco e in particolare dei tre bambini che ne fanno parte, esprimendo opinioni chiare in merito alla vicenda e alla condizione dei minori che ha incontrato personalmente. Avrebbe agito senza prudenza e riservatezza nell’esprimere il proprio pensiero in merito a quanto constatato personalmente, con ciò diffondendo dettagli riservati sulla condizione dei minori”.
Per gli specialisti, psicologi e operatori del settore firmatari della missiva “le accuse che le vengono rivolte sono un attacco in malafede finalizzato ad assumere la difesa d’ufficio di persone che da molti mesi sono oggetto di critiche diffuse da parte di diversi soggetti variamente qualificati.
Qualora gli interroganti, anziché limitarsi alla lettura degli atti forniti loro da coloro dei quali hanno assunto la difesa, avessero dato uno sguardo alla stampa, cartacea e digitale, avrebbero appreso che l’accusa alla Garante di avere violato la riservatezza degli interessati è più che risibile, del tutto paradossale, così come è evidente che quanto affermato dalla Garante nelle interviste che ha rilasciato è del tutto compatibile con il ruolo rivestito”.
Dunque, per gli operatori del settore “Terragni si è mossa nel quadro delle proprie prerogative e dei compiti istituzionali, chiedendo al Tribunale di potere esercitare il proprio compito di verificare, insieme al proprio staff, la condizione dei minori”.
