I commenti dopo l’incontro tra la coppia della famiglia nel bosco e il presidente del Senato Ignazio La Russa: “La mia è una moral suasion” ha detto
In un video diffuso dopo l’incontro con la famiglia nel bosco, il presidente del Senato Ignazio La Russa ha definito la sua iniziativa una moral suasion messa in campo affinché vengano eliminate le rigidità di tutti.
«Sono molto lieto di aver appreso che da parte vostra non vi è nessuna obiezione affinché i bambini possano frequentare il doposcuola, che la casa possa avere i servizi igienici che sono richiesti e in sostanza che vi avviciniate molto a quelle condizioni necessarie per una convivenza voluta. Sono fermamente convinto che non vi è maggiore felicità per i bambini che stare con il proprio papà e la propria mamma ed è quello che io vi auguro e spero sia possibile eliminando tutte le rigidità esistenti.
Per me è stato un piacere ricevere Nathan e Catherine perché era mia intenzione cercare di stemperare il clima che si è creato attorno a questa vicenda. Non ho né titoli né intenzione di mettere in discussione i provvedimenti dell’autorità giudiziaria, né tanto meno voglio giustificare lo stile di vita di Nathan e Catherine. Spero possa essere utile invitare tutti, con la mia moral suasion, affinché vengano eliminate le rigidità di tutti e tutte le rigidità in modo da favorire il più possibile il ritorno a una famiglia unita».
La coppia è uscita dall’edificio intorno alle 13.15. Al termine dell’incontro Catherine Birmingham, in lacrime, ha letto una lettera in inglese, poi tradotta.
«Siamo qui per essere ascoltati e per poter tornare a essere di nuovo una famiglia. Abbiamo scelto l’Italia perché aveva gli stessi valori che con cui volevamo crescere i nostri bambini e cioè la famiglia, l’amore, lo stare insieme, il vivere e mangiare in maniera naturale e più di tutto un’esistenza piena di amore e pace dove le persone si supportano.
Siamo una madre e un padre che adorano i loro bambini, che hanno sempre messo le loro esigenze prima, che hanno sempre agito nella consapevolezza e la conoscenza di ciò che era giusto per loro, pur consapevoli di non essere perfetti o di possedere verità assoluta. Essere presi di mira e attaccati nel modo in cui lo siamo stati noi, va oltre la nostra capacità di accettazione e comprensione. Dopo mesi di completo silenzio, Nathan e io vorremmo esprimere la nostra sincera gratitudine a chiunque ci abbia supportato in questi giorni lunghi e profondamente difficili, pieni di dolore e tristezza per i nostri bambini».
Uno dei due avvocati della famiglia nel bosco, Danila Solinas, al termine del colloquio ha dichiarato:
«Io posso soltanto dire che ringraziamo profondamente le istituzioni quando ascoltano e oggi hanno dato dimostrazione di saperlo fare. Grazie».
Sull’opportunità dell’incontro tra i Trevallion e La Russa si è pronunciata la senatrice del Pd Sandra Zampa:
«Il palcoscenico che il presidente del Senato Ignazio La Russa ha voluto concedere oggi ai genitori
dei tre bambini della casa del bosco, è un grave errore istituzionale. Mi aspetto che ora inviti al senato una ad una tutte le famiglie che sono interessate da provvedimenti come quello che ha riguardato la famiglia Trevillon e offra loro pari opportunità di visibilità. Come se le sofferenze di bambine e bambini e delle loro famiglie fosse uno spettacolo da mettere in scena. C’è da rimanere senza parole nel dover constatare l’analfabetismo in materia di tutela dei diritti dei minori e sul fronte del rispetto delle istituzioni che in prima linea lavorano proprio per questo».
Sulla stessa scia anche la deputata Michela Di Biase, capogruppo Pd in commissione Infanzia e Adolescenza:
«C’è già un’udienza fissata per il prossimo 21 aprile e riteniamo inopportuna la visita della famiglia nel bosco presso il Presidente del Senato. Una scelta che rischia di alimentare ulteriormente la sovraesposizione mediatica del caso, nociva in primo luogo per gli stessi bambini. Al primo posto deve essere sempre l’interesse superiore dei minori, che va tutelato con equilibrio, discrezione e responsabilità istituzionale. In questo contesto, iniziative come quella assunta dal Presidente La Russa rischiano di generare confusione e di alimentare uno scontro tra poteri dello Stato, proprio mentre sarebbe necessario garantire il massimo rispetto per il percorso giudiziario in corso. Serve – conclude Di Biase – abbassare i toni e riportare al centro la tutela dei bambini, evitando ogni forma di strumentalizzazione o esposizione impropria».
