Frastornati, stupiti o disinteressati: il giorno dopo la sentenza del Consiglio di Stato i circa 14.000 cittadini di Pescara che torneranno alle urne, ammesso che lo facciano, vivono reazioni differenti
C’è chi è contento e spera in una seconda chance per dare al centrosinistra il governo della città, e c’è chi è sicuro che la vittoria resterà saldamente nelle mani di Carlo Masci. Ad altri la faccenda interessa poco, visto che alle urne non sono andati la volta scorsa e probabilmente le diserteranno anche tra un paio di mesi, tempo previsto per riaprire le 23 sezioni indicate dalla sentenza del Consiglio di Stato.
Poi ci sono i perplessi: quelli che si chiedono se e quanto senso abbia rimettere tutto in discussione così tanto tempo dopo (si è votato nel 2024), considerando che il sindaco eletto ha già operato, preso decisioni, eretto costruzioni che nessun ribaltone potrebbe comunque demolire. I tempi della giustizia sono quelli e sono lunghi, risponde qualcuno, eppure il senso di inutilità affiora qua e là, tra le pieghe di una questione morale, legale e di principio.
Non c’erano cattive intenzioni nei pasticci delle 23 sezioni incriminate (non più le 27 individuate dal Tar), solo scarsa accuratezza. Il problema è capire se quella scarsa accuratezza abbia o meno influito sull’esito del voto. Ricordiamo che Carlo Masci ha evitato il ballottaggio solo per 500 schede, ma ricordiamo anche che il primo turno era finito con un distacco significativo: Costantini al 34,24% e Masci al 50,95%, poi Domenico Pettinari con il 13,08% e Gianluca Fusilli con l’1,73%. A votare erano andati 63.664 pescaresi, poco più del 61% degli aventi diritto.
È importante sapere che se la ripetizione del voto nelle 23 sezioni (28, 31, 43, 44, 46, 55, 57, 71, 74, 89, 117, 157, 166, 25, 42, 45, 47, 51, 73, 78, 95, 137, 169) non confermerà la vittoria al primo turno di Carlo Masci, al ballottaggio ci andranno tutti i cittadini in tutte le 170 sezioni.
Intanto si va avanti così, con un esecutivo chiamato a gestire solo l’ordinaria amministrazione e gli atti urgenti e indifferibili. E passa altro tempo.
Nessuna pretesa di offrire risposte, quelle le daranno i cittadini, pochi o molti, che in primavera torneranno nelle citate sezioni per una sorta di esame suppletivo per tutti, perché nel frattempo Masci ha governato e gli altri hanno fatto l’opposizione. Ai pescaresi toccherà decidere chi ha svolto meglio il proprio compito.