Elezioni Pescara: i vertici di FdI fanno il punto “fiduciosi di una conferma vittoriosa”

“Fiduciosi in un’ulteriore conferma anche al prossimo appuntamento elettorale dell’8 e 9 marzo”: i vertici di Fratelli d’Italia in conferenza stampa fanno il punto della situazione dopo la sentenza del Consiglio di Stato che ha decretato il ritorno alle urne a Pescara in 23 sezioni su 170

Nella sede cittadina del partito di Giorgia Meloni è il deputato Guerino Testa, vicecoordinatore regionale di FdI, a prendere per primo la parola. Presenti in conferenza stampa consiglieri, assessori e i coordinatori provinciale e cittadino, Stefano Cardelli e Andrea Cocchini. L’auspicio dell’avvocato Cocchini è che la campagna elettorale non venga inquinata da calunnie”.

“È ora di fare chiarezza una volta per tutte: la sentenza del Consiglio di Stato parla di errori materiali, non di brogli. Continuare a confondere i due concetti significa alimentare disinformazione e avvelenare il clima politico”. Così il vice coordinatore regionale di Fratelli d’Italia, on. Guerino Testa, ha aperto la conferenza stampa di questa mattina, convocata insieme ai coordinatori provinciale e cittadino, Stefano Cardelli Andrea Cocchini, alla presenza degli amministratori comunali di Fratelli d’Italia del comune di Pescara, intervenuti per testimoniare compattezza e sostegno alla linea del partito. Testa ha sottolineato come, negli ultimi giorni “si siano lette e ascoltate ricostruzioni fantasiose e accuse infondate da parte del centrosinistra, che continua a parlare di brogli senza alcun riscontro nella sentenza. Il Consiglio di Stato è stato chiarissimo: si è trattato di errori procedurali, non di manipolazioni del voto. Alimentare la narrazione del complotto significa mancare di rispetto alla verità e ai cittadini”. Ha, inoltre, ricordato che “i presidenti di seggio non vengono nominati dal sindaco ma dalla Corte d’Appello. Pensare o suggerire che il sindaco Masci o il centrodestra abbiano potuto interferire con le operazioni di voto è semplicemente assurdo. Se c’è una parte lesa in questa vicenda, è proprio il centrodestra, che alle ultime elezioni è risultato vincente e con Fratelli d’Italia primo partito della coalizione”. L’avvocato Andrea Cocchini,  ha illustrato il contenuto tecnico della decisione del Consiglio di Stato, spiegando che “la sentenza non lascia spazio a interpretazioni arbitrarie. Il giudice amministrativo ha rilevato errori materiali nelle procedure di verbalizzazione, non condotte fraudolente. Parlare di brogli significa travisare il contenuto del provvedimento e creare un clima di sospetto ingiustificato. Il ritorno al voto è una misura di garanzia, non una sanzione politica”. Cocchini ha aggiunto che “la vicenda deve servire a migliorare le procedure e a evitare che situazioni simili si ripetano ma non può essere strumentalizzata per delegittimare l’operato delle istituzioni o insinuare responsabilità inesistenti”.

Cardelli ha evidenziato come “il centrosinistra stia cercando di trasformare un errore burocratico in un caso politico inesistente. È un atteggiamento irresponsabile che rischia di minare la fiducia dei cittadini nelle istituzioni. Noi, al contrario, accettiamo la sentenza con rispetto e ci prepariamo a una campagna elettorale basata sui contenuti, sulle proposte e sui risultati ottenuti. Siamo certi che gli elettori confermeranno la loro fiducia al centrodestra e al sindaco Carlo Masci”.

In chiusura, Testa ha rivolto una stoccata finale all’onorevole Luciano D’Alfonso, intervenuto nei giorni scorsi sulla nomina della dirigente scolastica Chiara D’Ambrosio: “L’attacco di D’Alfonso è stato scomposto e ingiustificato. Parliamo di una professionista stimata, che ha come unico ‘difetto’ quello di aver scelto il centrodestra. Quando le nomine riguardano il PD, tutto è considerato legittimo; quando riguardano altri, diventano improvvisamente uno scandalo. È un doppio standard inaccettabile. E soprattutto, il Partito Democratico è l’ultimo che può dare lezioni, visto che dal livello nazionale a quello locale ha sempre fatto ampio ricorso alle nomine politiche”. Testa ha concluso: “Difendiamo la qualità delle persone e respingiamo ogni tentativo di delegittimazione pretestuosa. Ora si torni a parlare di Pescara, dei suoi problemi e delle sue opportunità”.

 

Barbara Orsini: