La Cabina di Coordinamento per la ricostruzione dei territori dei comuni di Chieti e Bucchianico, colpiti dai gravi fenomeni di dissesto idrogeologico, ha provveduto a nominare i 2 consulenti che dovranno seguire tutte le fasi della ricostruzione
I lavori sono stati coordinati dal presidente della Regione Marco Marsilio, in veste di Commissario. La Cabina di Regia, ha sottolineato Vincenzo Rivera, Direttore generale della Regione Abruzzo, dovrà dettare le regole per la ricostruzione nei comuni di Chieti e Bucchianico colpiti dal dissesto idrogeologico. “E’ prevista l’adozione di un’apposita ordinanza che disciplinerà le modalità di presentazione di una manifestazione di interesse da parte dei cittadini per cubare il fabbisogno economico che poi chiederemo a Casa Italia attraverso i trasferimenti di cassa nella contabilità che è già stata intestata al presidente Marsilio”. Ha dichiarato il Direttore generale Rivera. “Successivamente detteremo le regole per la ricostruzione, come presentare la domanda, quali sono i contributi parametrici e quali sono i tempi e le modalità per la presentazione della stessa”. “Attualmente sono a disposizione 25 milioni di euro, 12,5 milioni a valere del 2026 e un’autorizzazione di spesa per i restanti 12,5 milioni per il 2027. La ricognizione avviata oggi, serve però a quantificare il fabbisogno complessivo sia di ricostruzione pubblica che di privata per ottenere un ulteriore dotazione finanziaria”, ha aggiunto infine Rivera. Sempre nel corso dei lavori è stato nominato il Consulente giuridico nella persona del presidente Tommaso Miele e il Consigliere tecnico nella persona del Commissario Corrado Gisoni”. La Cabina di coordinamento tornerà a riunirsi tra due settimane.
Per Chieti è un punto di arrivo importante, reso possibile dall’intenso e costante lavoro tecnico e politico di questi quasi sei anni di governo della città, documentato in atti ufficiali che hanno permesso di portare il “caso Chieti” all’attenzione nazionale – illustrano il sindaco Diego Ferrara e il presidente del Consiglio comunale Luigi Febo che con esecutivo e assise, insieme alla sinergia di Protezione civile, Università, Regione e Uffici della ricostruzione hanno favorito importanti passi avanti – . Appena insediati abbiamo attivato analisi, monitoraggi, studi e risorse per intervenire sulla situazione maturata nel corso degli anni, un dissesto che aveva tanti segni, ma su cui non vi erano azioni. La svolta decisiva è avvenuta nel giugno 2023, quando è stata assunta la responsabilità politica di procedere alla classificazione dell’area di Santa Maria ai fini del PAI (Piano di Assetto Idrogeologico). Tale atto, di cui siamo stati artefici, ha rappresentato un passaggio indispensabile per sbloccare tutti i benefici di cui oggi godono il quartiere e i suoi abitanti: la dichiarazione dello stato di emergenza nazionale (28 agosto 2023); l’attivazione del Contributo di Autonoma Sistemazione (CAS), che ha garantito sostegno a 81 nuclei familiari (184 persone) costretti ad abbandonare le proprie case; l’accesso ai fondi per la ricostruzione disciplinati dalla Legge 40/2025 e dal D.L. 116/2025; l’avvio di opere pubbliche di mitigazione del rischio, tra cui la messa in sicurezza di Viale Gran Sasso, l’intervento di regimazione idraulica e la demolizione degli edifici a rischio crollo, intercettando finanziamenti per oltre 10 milioni di euro. Un quadro di attenzione e interventi che abbiamo ufficialmente messo insieme e consegnato ai livelli istituzionali attivati, interessando i parlamentari del territorio e aprendo un ponte con il Ministero per la protezione civile, prima e poi con la Commissione d’Inchiesta sul dissesto idrogeologico riunitasi a Chieti in gennaio. Un lavoro chiaro, riassunto nei documenti e atti prodotti fin qui e riepilogato nella “Relazione preliminare per la stesura del Piano degli Interventi”, inviata al Ministro della Protezione Civile a giugno 2025, che ha delineato una prima stima economica dei fabbisogni (circa 53 milioni di euro per la fase emergenziale e oltre 49 milioni per ulteriori misure di mitigazione) e le strategie per la rigenerazione urbana del quartiere e quella, riepilogativa della situazione dalla fase emergenziale (agosto 2023 – agosto 2025) fino alla dichiarazione dello stato di ricostruzione sancito dal D.L. 116/2025. Lo abbiamo condotto in piena collaborazione con le competenze del territorio, Università d’Annunzio in primis, con la preziosa presenza della facoltà di Geologia e sempre con la Protezione civile, nazionale e regionale, questo per fugare dubbi e teorie circa l’inesistenza del fenomeno o, azzardare cause e interpretazioni fantasiose circolate in questi mesi. La criticità legata alle perdite idriche del territorio, ad esempio, è cosa ben nota e l’Amministrazione riconosce l’ottimo lavoro che il gestore ACA sta portando avanti nel monitoraggio e nella riparazione delle condotte, attestato anche dagli interventi di questi giorni. Gli atti mostrano un’evidenza oggettiva, come confermato dagli studi geologici e dai dati del Dipartimento di Scienza dell’Università D’Annunzio un nesso di causalità diretto tra gli eventi meteorologici estremi (maggio-giugno 2023, marzo 2025 e quelli recenti) e i danni rilevati. Le analisi scientifiche, incluse quelle interferometriche satellitari, confermano che la fragilità intrinseca del territorio reagisce drammaticamente alle precipitazioni eccezionali, causando accelerazioni nelle deformazioni del suolo proprio in occasione degli eventi meteorologici eccezionali. Per questo è importante aver agito ed è essenziale agire ancora a tutela del territorio, della comunità e del futuro delle aree fragili della città. Di questo ci faremo portatori anche nella cabina di regia, chiedendo azioni e interventi in tempi sostenibili e la possibilità, com’è accaduto, di continuare a fare prevenzione”.