Oggi a Chieti e Bucchianico la Commissione Parlamentare di Inchiesta sul rischio idrogeologico e sismico. Sopralluogo nei luoghi più colpiti dalle frane
“Quanto sta accadendo a Niscemi conferma che l’Italia è un Paese strutturalmente fragile e che non è più possibile intervenire solo in emergenza”. Lo ha dichiarato a Chieti Pino Bicchielli, deputato di Forza Italia, presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sul rischio sismico e idrogeologico, oggi in missione in Abruzzo con una delegazione della stessa Commissione. “Il Parlamento ha istituito per la prima volta una Commissione proprio per cambiare paradigma: prevenzione, conoscenza e messa in sicurezza del territorio. In Italia – ha proseguito – ci sono oltre 636mila frane, non possiamo ignorarle. La priorità oggi è mettere in sicurezza strade,
scuole, ospedali e infrastrutture strategiche. Superata la fase emergenziale, la Commissione sarà sul territorio. Niscemi, la Sicilia e tutte le aree a rischio sono al centro del nostro lavoro. Alla popolazione la nostra vicinanza e solidarietà” ha concluso. Dopo il sopralluogo a Bucchianico la delegazione si è spostata a Chieti, in località Santa Maria, dove il sindaco Diego Ferrara ha mostrato le diverse criticità presenti nella zona.
Nella tarda mattinata, alla Prefettura di Chieti, sono iniziate le audizioni dei sindaci e rappresentanti istituzionali. Il primo ad essere ascoltato è stato il Presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio , poi il direttore generale, Vincenzo Rivera. Presenti anche il Senatore Luciano D’Alfonso del Pd ed i parlamentari Guerino Testa di Fd’I e Daniela Torto del M5S, la quale ha chiesto tempi certi e fondi sufficienti per far fronte alle numerose emergenze del territorio. Obiettivo della missione, quello di raccogliere dati e testimonianze sullo stato del rischio idrogeologico nella fascia pedemontana teatina, una tre le zone più fragili della regione.


Il prof. Nicola Sciarra, docente ordinario di Geologia Applicata presso l’Università degli Studi “G. d’Annunzio” di Chieti Pescara, ha definito l’area interessata dai movimenti del sottosuolo a Chieti, una piccola Niscemi. E’ necessario promuovere una pianificazione condivisa degli interventi di prevenzione e messa in sicurezza, è stato detto infine, in un’ottica di collaborazione tra Parlamento, enti locali e strutture tecniche.
