Bussi e Piano d’Orta: la Commissione Ambiente del Consiglio Regionale d’Abruzzo approva all’unanimità i sopralluoghi ispettivi sullo stato reale delle bonifiche
La Commissione Ambiente e Territorio della Regione Abruzzo ha approvato oggi all’unanimità la richiesta di sopralluogo ispettivo nei siti delle discariche di Bussi sul Tirino e Piano d’Orta (frazione del comune di Bolognano), in provincia di Pescara. L’istanza, presentata ai sensi dell’art. 145 del Regolamento consiliare dal vicepresidente della Commissione, Antonio Di Marco (nella foto ), darà il via a un doppio accesso diretto programmato nei mesi di luglio e settembre per verificare lo stato d’avanzamento e l’efficacia degli interventi di risanamento ambientale nelle aree contaminate.
L’attività di controllo istituzionale si articolerà in due fasi distinte per non sovrapporsi con i calendari istituzionali. Il primo sopralluogo sul campo si terrà nel mese di luglio presso il sito di Piano d’Orta, mentre l’ispezione nell’area industriale di Bussi sul Tirino verrà effettuata a settembre, in concomitanza con la ripresa formale delle attività consiliari. Il provvedimento ha incassato il via libera unanime di tutti i commissari e la disponibilità del presidente dell’organo commissionale, Emiliano Di Matteo.
“La Commissione potrà effettuare un accesso diretto alle aree interessate dalla contaminazione e verificare lo stato reale degli interventi di bonifica in corso, oltre a raccogliere elementi utili per valutare l’efficacia delle azioni finora intraprese”, ha illustrato il consigliere regionale Di Marco.
Alle due ispezioni prenderanno parte i componenti della Commissione regionale, i rappresentanti dei Comuni interessati e il personale tecnico e istituzionale incaricato dei procedimenti di risanamento. L’obiettivo dichiarato è l’accertamento diretto dello stato delle bonifiche in una delle vicende ambientali più complesse del territorio abruzzese, che continua a far sentire i propri effetti sulla salute pubblica delle comunità locali.
L’azione della Regione non si limiterà ai soli rilievi sul campo. Subito dopo la conclusione dei sopralluoghi, l’agenda istituzionale prevede l’avvio di una serie di tavoli tecnici e incontri operativi con i sindaci dei territori, i sindacati, le istituzioni locali e gli agenti della Polizia Provinciale, insieme a tutti i soggetti tecnici coinvolti nella gestione amministrativa e operativa dei siti.
La presidenza della Commissione ha rimarcato la natura non formale dell’atto, definendolo un passaggio di vigilanza sostanziale. Sul fronte delle responsabilità finanziarie e operative, la linea espressa dai vertici della Commissione richiama fermamente l’applicazione del principio di risarcimento del danno ambientale: chi ha causato la contaminazione dovrà completare le operazioni di bonifica integralmente, escludendo l’eventualità di scaricare i relativi costi economici o i ritardi gestionali sulla collettività.