Call center Asl Teramo: nessun rientro nella sede di Treglio. Tre operatori si sono dimessi. Una settimana fa l’incontro in Regione
Ancora nessun rientro nella sede di Treglio per gli operatori del call center della Asl di Teramano: a una settimana dalla riunione nella sede dell’assessorato regionale al Lavoro, secondo i sindacati Cgil, Cisl, Uil e Ugl “non è stato compiuto alcun passo concreto per dare seguito agli impegni assunti”.
Nel corso dell’incontro era stato concordato di consentire, per un periodo minimo di 60 giorni, il rientro degli operatori del call center nella sede di Treglio, più vicina ai luoghi di residenza degli stessi. L’azienda che gestisce il servizio Cup e il call center, intervenuta telefonicamente alla riunione, aveva richiesto tre giorni di tempo per valutare la fattibilità del trasferimento. A distanza di una settimana, tuttavia, “non è pervenuta alcuna risposta: nessuna comunicazione ufficiale,
nessuna decisione, nessun segnale di reale volontà di rispettare gli impegni assunti dalla Regione”.
Gli operatori, che si dicono “delusi e abbandonati”, ricordano che oggi sono rimaste dieci unità, mentre inizialmente erano 13: “tre lavoratori si sono già dimessi, l’ultimo proprio in questi giorni, a causa dell’impossibilità di continuare a sostenere quotidianamente i costi ei disagi legati agli
spostamenti”.
Dal primo gennaio, infatti, gli operatori sono costretti a percorrere ogni giorno circa 250 chilometri per raggiungere la sede di Teramo, dove la nuova azienda, su richiesta della Asl di Teramo e quindi della Regione, ha deciso di attivare il nuovo call center.
“Un sacrificio economico e personale enorme – dicono – che comporta spese elevate per carburante, pedaggi autostradali e parcheggi, a fronte di stipendi che si aggirano intorno ai 700 euro mensili. Chiediamo rispetto, ma soprattutto risposte chiare e verità. Oggi ci sentiamo presi in giro da chi dovrebbe tutelarci. Questa situazione ci sta portando allo sfinimento e il timore è che si
sta semplicemente aspettando che ci dimettiamo uno alla volta, per poi sostituirci con nuovi operatori del territorio teramano”.
Gli operatori rivolgono un appello alle istituzioni regionali chiedendo “il rispetto degli impegni
presi e una soluzione immediata e concreta”.
