Abruzzo e Molise, rispettivamente con -0,8% e -2,2%, sono entrambe nella parte negativa della classifica sul credito alle imprese
Lo afferma la Fisac Cgil Abruzzo Molise analizzando i dati contenuti in uno studio della Cgia di Mestre, secondo cui a livello nazionale il credito bancario alle imprese italiane è tornato a crescere nel 2025.
Secondo il sindacato il dato abruzzese è a sua volta disomogeneo, con forti differenze tra le province. Da un lato la provincia di Chieti, che conserva un certo numero di aziende di dimensioni rilevanti, dove il credito è aumentato dell’1,9%. Dall’altro tutte le altre: L’Aquila -2,1%, Teramo 1,9%, Pescara -1,8%.
Differenze anche per le due province molisane: se Campobasso mostra un calo molto accentuato (-4,2%), Isernia fa rilevare un miglioramento dell’1,3%.
«Lo studio – afferma il segretario Fisac Cgil Abruzzo Molise Luca Copersini – evidenzia per il 2025 un aumento della richiesta di credito, sia per le imprese medio grandi, sia per le imprese piccole. Questo vuol dire che, per le piccole imprese, si riduce la percentuale di richieste che vengono
accolte dalle banche.
Abbiamo più volte lanciato l’allarme sulla chiusura degli sportelli, che vede Abruzzo e Molise fra le regioni più penalizzate in Italia. La mancanza di presidio sul territorio penalizza soprattutto le imprese di dimensioni minori. In generale, concedere credito ad imprese piccole presenta minore redditività a causa dell’incidenza dei costi fissi e della necessità di effettuare maggiori accantonamenti percentuali. Dovrebbe esserci un intervento forte da parte dalla politica».
I sindacati Cgil Abruzzo Molise, Cisl e Uil hanno promosso la costituzione di un Osservatorio regionale sul Credito in Abruzzo, la cui attività al momento non è andata oltre gli incontri preliminari. Analoga iniziativa è stata avviata in Molise, dove l’Osservatorio deve essere ancora
costituito.
«È necessario invertire questa tendenza – conclude il segretario – che a lungo andare finirà per danneggiare gli stessi istituti bancari”.
