Covid19, nei cup periferici monta la protesta: intervengono i sindaci

Covid19 L’Aquila: anche nei Cup periferici monta la protesta. Il sindaco di Pizzoli chiede di riaprire lo sportello. Quello di Tornimparte prefigura l’interruzione di pubblico servizio

La storia dei cup periferici, dei distretti sanitari e degli sportelli rischia di far parlare di se per molto tempo se non si prenderanno i dovuti provvedimenti.

Le proteste ormai sono all’ordine del giorno da parte di un’utenza inferocita per le file, per le aperture parziali (si chiude alle 12 in alcuni casi), per le condizioni di attesa fuori in qualsiasi situazione metereologica.

Sono facilmente immaginabili i disagi per le categorie fragili. E se la Asl invita a servirsi di questi per evitare le file all’ospedale toppa perché ne elenca 28 ma per quel che riguarda Pizzoli, ad esempio, il sindaco Gianni Anastasio precisa che il presidio è chiuso da mesi a causa del Covid per una specifica ordinanza sulla quale nulla ha potuto fare l’amministrazione locale e c’è solo il servizio di guardia medica.

Peraltro il sindaco stesso ha già scritto alla ASL per chiedere la riapertura di quello sportello essenziale per il territorio. Le proteste vengono da ovunque. Bazzano, San Demetrio, Rocca Santo Stefano. Qui il problema maggiore è la connessione e il Pc a volte non funzionante.

Ieri gli utenti esasperati si sono rivolti pure ai carabinieri perché dopo due ore e mezza di fila neanche è stato possibile fare la prenotazione. Il sindaco Giacomo Carnicelli su questa cosa lotta da anni, ha scritto a chiunque si potesse scrivere, Prefetto, Asl, ma la situazione ancora non si sblocca e prefigura addirittura l’interruzione di pubblico servizio.

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