Sul Monte Bertona, nel Parco del Gran Sasso, via alle riprese del corto “ECO”, regia Maurizio Forcella, con Mario Massari e Lorenzo Durante
La montagna di Montebello di Bertona diventa coprotagonista come presenza viva nel racconto di uno scontro generazionale. Partiranno il 12 marzo le riprese di “ECO – Il suono della montagna”, cortometraggio scritto e diretto dal regista atriano Maurizio Forcella, che vede protagonisti il bravissimo attore abruzzese Mario Massari e il giovane e promettente Lorenzo Durante. Nel cast anche Daniela Chiavaroli e Andrea Petaccia.
Il soggetto è di Fernando Di Fabrizio, Cristiano Di Felice e Maurizio Forcella. La storia è ambientata a Montebello di Bertona negli anni Ottanta. Due modi diversi di vivere la montagna: Luigi, diciottenne introverso che vive l’arrampicata come unica forma di libertà, e suo padre Ernesto, esperto cacciatore, che vede il Bertona come uno spazio di controllo, silenzi e tradizione.
Il corto, ambientato sul Monte Bertona, nel Parco Nazionale del Gran Sasso, è prodotto da Cristiano Di Felice per IFA Produzione Cinematografica – Cooperativa Cogecstre, in associazione con Visioni Future di Luca Cococcetta e IFA Scuola di Cinema, nell’ambito di IFA CineCamp Appennino.
«Come produttore, credo moltissimo nel genere CineMountain. IFA CineCamp Appennino è nato per questo, per far sì che le montagne non fossero soltanto delle scenografie che fanno sfondo a storie distaccate da esse. Le storie che le rappresentano sono affidate a registi che conoscono profondamente il territorio. Siamo orgogliosi di poter raccontare il Monte Bertona, una parte del Gran Sasso inedita allo schermo. Delle parti d’Abruzzo meno “iconizzate”, un po’ più nascoste, ma che ne conservano l’essenza. Collaboriamo con Maurizio Forcella da oltre dieci anni: è una delle voci che più ha saputo trarre carattere e originalità dal territorio» dichiara il produttore e regista pescarese Cristiano Di Felice.
Queste invece le parole del regista Maurizio Forcella.
«“ECO” nasce prima di tutto da un luogo. Monte Bertona non è solo il set del film, ma il suo respiro profondo: uno spazio selvatico e poco raccontato che, per la prima volta, diventa scenario di un’opera di finzione. Girare qui significa restituire attenzione a un territorio autentico, fatto di silenzi, roccia e memoria, lontano dalle rappresentazioni turistiche della montagna. Il film vuole essere anche un gesto di ascolto e di promozione culturale, capace di portare lo sguardo del cinema in un paesaggio ancora intatto.
Questa storia nasce, inoltre, da un lungo lavoro di ricerca sul territorio e sulle comunità, prendendo avvio da un racconto reale incontrato durante l’esplorazione di questi luoghi: una traccia umana e concreta che nel tempo si è trasformata in una narrazione cinematografica più ampia e universale. Da questo luogo nasce la storia di un padre e di un figlio incapaci di parlarsi, ma costretti a condividere la stessa montagna. Da una parte la caccia, gesto antico e duro; dall’altra l’arrampicata, movimento verso l’alto e verso una libertà possibile. Entrambi attraversano lo stesso spazio, ma con intenzioni opposte, mentre la natura osserva e restituisce ogni gesto sotto forma di eco. Il film racconta il momento fragile in cui un ragazzo sceglie chi diventare, quando la tradizione smette di essere un rifugio e diventa una domanda. I suoni — uno sparo, un martello sulla roccia, il vento tra gli alberi — diventano le vere parole del racconto, perché spesso il silenzio tra le persone dice più di qualsiasi dialogo»
Il ciak conclusivo è previsto per il 15 marzo. “ECO” è prodotto nell’ambito di “I Colori delle Rocce – Un progetto per la montagna”, finanziato dal Piano Nazionale Complementare – Next Appennino.
«Questi ambienti, queste montagne della parte meridionale del gruppo del Gran Sasso, possono rappresentare a pieno titolo non solo la natura più incontaminata (ricordiamo che nel 1992, a 100 anni dalla scomparsa dell’ultimo esemplare sul Gran Sasso, è stato reintrodotto il camoscio. Un’operazione perfettamente riuscita per quanto riguarda la conservazione dell’ambiente). L’idea di avvicinare il cinema professionale agli ambienti per lo più sconosciuti, può essere un modo per rilanciarne lo sviluppo. Lo spopolamento dei borghi è un fenomeno quasi inarrestabile. Dunque, anche il cinema può contribuire a rilanciare la conoscenza e la valorizzazione di questi territori» commenta il presidente di Cogecstre Fernando Di Fabrizio.
«Valorizzare il nostro territorio è lo spirito di questo cortometraggio. “ECO” fa parte di un progetto molto ambizioso, che sta riscuotendo molto successo. Vogliamo far conoscere la nostra bellezza, le nostre montagne soprattutto a chi non è mai stato nelle nostre zone e puntare sul turismo» conclude il sindaco di Montebello di Bertona Gianfranco Macrini.
