Coronavirus Abruzzo, San Salvatore con diversi contagi: sindaci chiedono tamponi a categorie a rischio

Coronavirus Abruzzo, all’ospedale San Salvatore diversi contagi anche se ancora non si può parlare di emergenza. Tanti sindaci dell’aquilano e della valle subequana intanto chiedono tamponi per categorie a rischio

Sedici contagi in città e molti legati alle attività ospedaliere del San Salvatore. Contagi di medici, infermieri, operatori, pazienti e familiari che rendono l’ospedale aquilano al momento una fonte di rischio. Le paure maggiori si concentrano proprio attorno al nosocomio tanto è che ora tutti chiedono i tamponi per i sanitari. Lo fa da tempo l’ex sindaco Cialente, lo fa ora quello attuale Biondi come altri esponenti politici ma pure il sindacato Cgil che presenta due esposti e chiede al presidente della Repubblica Mattarella e al premier Conte un’ispezione alla Asl. A Scoppito, popoloso Comune dell’aquilano, due i contagi acclarati e cinque le famiglie in quarantena. Due uomini di circa 60 anni che sarebbero passati appunto, il condizionale è d’obbligo, per l’ospedale del capoluogo. Fatto che ha spinto ancora di più il primo cittadino Marco Giusti a fare un appello al manager della Asl Testa, al presidente della Regione Marsilio, all’assessore Verì e al Prefetto per chiedere tamponi ai sanitari, tamponi per addetti a servizi essenziali come spesa e farmacia, tamponi per i soggetti che nelle famiglie si occupano dell’approvigionamento di beni di prima necessità nelle aree a rischio. Precauzioni necessarie per evitare la diffusione del contagio. L’appello è stato sottoscritto da più di 33 sindaci, da San Demetrio fino ad arrivare a Cucullo, Villalago, Scanno e Caporciano.

Dalla città parte intanto la sperimentazione di una nuova cura grazie alla collaborazione tra Ateneo e Ospedale con un farmaco brevettato per l’artrite reumatoide. A capo del team che ha fatto i test il professor Roberto Giacomelli, direttore dell’unità operativa di Immunoreumatologia dell’ospedale.

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