Contro il caro carburanti “siamo intervenuti comunque con misure temporanee, perché tutti ci auguriamo che la guerra finisca prima possibile”. Ma se il conflitto dovesse protrarsi o estendersi, il Governo adotterà “altre misure necessarie”. Lo ha dichiarato il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, intervenendo a L’Aquila al convegno organizzato da Confartigianato Imprese
Sul fronte dei controlli, Urso ha riferito che al Ministero si è riunito il comitato di allerta rapida, con la partecipazione della Guardia di Finanza, per verificare se il taglio delle accise si sia tradotto subito in una riduzione dei prezzi. “Questo purtroppo non è ancora avvenuto”, ha detto. Per questo, ha aggiunto, Mister Prezzi ha consegnato “la lista degli attuali distributori che non si sono adeguati al taglio” e “la Guardia di Finanza sta predisponendo i controlli”.
“Siamo stati tra i primi in Europa a tagliare le accise sul carburante”, ha proseguito il ministro, sostenendo che la misura è stata adottata “nella piena consapevolezza di quanto importante questo sia per le nostre famiglie e per le nostre imprese”.
Urso ha poi richiamato il tema degli Ets, definiti “un carico insopportabile, un dazio interno” anche sul costo dell’energia elettrica. “Ora ci attendiamo che l’Europa in queste ore assuma decisioni significative e importanti per quanto riguarda gli Ets”, ha affermato. “Se questo non dovesse avvenire in queste ore, dovremmo provvedere noi, come abbiamo fatto con il decreto Bollette”. Secondo Urso, con quel provvedimento il Governo ha “di fatto
scorporato il costo degli Ets che pesava in maniera significativa e ingiustificata sul costo di produzione
elettrica, e quindi sulle imprese e sulle famiglie”. Il ministro ha rivendicato anche il sistema di monitoraggio e
controllo introdotto nel gennaio 2023, sostenendo che, sulla base dei dati forniti dalla Commissione europea, “l’aumento del prezzo dei carburanti alla pompa in Italia, dalla guerra ad oggi, è stato nettamente inferiore” rispetto a quello registrato nello stesso periodo in Germania, Francia e Spagna.

Nel suo intervento il presidente Marsilio ha voluto richiamare il significato simbolico della giornata, sottolineando come “la scelta di una data come la festa di San Giuseppe Artigiano richiama il valore del lavoro, delle competenze e della dignità del fare con le proprie mani”. Un riferimento che ha fatto da filo conduttore all’intero intervento, incentrato sul ruolo culturale ed economico del “saper fare”.
Il presidente ha poi evidenziato l’identità peculiare della regione Abruzzo, capace di coniugare ambiente e sviluppo: “Siamo una regione con una sintesi unica, tra valori naturali, paesaggistici e storico-archeologici e una forte vocazione industriale e artigianale”. Un equilibrio che rende l’artigianato elemento essenziale della filiera produttiva e fattore distintivo del territorio.
Entrando nel dettaglio, Marsilio ha sottolineato come “la nostra è una regione che ha una sintesi unica, credo in Italia, tra i valori ambientali, naturali, paesaggistici, anche storico-archeologici”. “Una regione che vede più di un terzo del proprio territorio coperto da parchi nazionali, riserve naturali e nello stesso tempo è la settima regione industrializzata d’Italia, la prima del Mezzogiorno, con una presenza fortissima di attività economiche e imprenditoriali che spaziano dall’industria all’artigianato”.
Marsilio ha, inoltre, ribadito la centralità dell’artigianato nel contesto contemporaneo, chiarendo che “in un tempo in cui la tecnologia corre velocissima, questo non è un residuo del passato, ma una leva per il futuro”.
In risposta all’allarme lanciato da Confartigianato sulla carenza di 382mila lavoratori nel settore, il ministro delle Imprese e Made in Italy Adolfo Urso ha parlato della prima legge annuale sulle piccole e medie imprese e sull’artigianato, appena approvata dal Parlamento, sottolineando che il provvedimento finanzia “il passaggio generazionale delle competenze tra lavoratori anziani e giovani under 35 assunti” a tempo indeterminato, con l’obiettivo di “tutelare i mestieri storici” e “accompagnare la formazione dei nuovi addetti prima del pensionamento dei maestri artigiani”. Altro nodo è legato alla formazione: “Abbiamo affrontato questa sfida con la riforma degli istituti superiori – ha aggiunto – della formazione professionale, con la riforma che il ministro Valditara ha fatto
con il 4 più 2, che sta entrando in vigore, e con la creazione dei licei del Made in Italy, che quest’anno hanno aumentato di oltre il 36% il numero degli iscritti, e nel disegno di legge sulle piccole e medie imprese con il finanziare il passaggio di competenze generazionali all’interno della stessa impresa”.
“È una grande sfida quella della formazione – ha detto ancora – perché il Made in Italy è identità, cultura, storia, arte, innovazione e formazione. Identità, innovazione e formazione rendono grande il prodotto italiano, non solo quello artigianale, anche quello industriale”. Infine, il ministro si è detto entusiasta della scelta dell’Aquila come sede del confronto di settore. “È importante che la Giornata della cultura artigiana sia celebrata all’Aquila – ha sottolineato – nel giorno della festa dell’artigiano, perché questa città è il simbolo della resilienza italiana, della capacità di resistere e di ricostruire dopo il terremoto”.
