“Con il popolo Iraniano”: mobilitazione di solidarietà a Pescara

“Con il popolo iraniano”: a Pescara mobilitazione per i diritti, la libertà e la democrazia in Iran promossa da ARCI Pescara e inserita nella manifestazione nazionale lanciata da AOI Cooperazione e Solidarietà Internazionale

In molti sono intervenuti ieri sera in via delle Caserme a Pescara per prendere parte alla mobilitazione pubblica “Con il popolo iraniano”, promossa da ARCI Pescara e inserita nella mobilitazione nazionale lanciata da AOI.
L’iniziativa, è stato detto, nasce per esprimere solidarietà al popolo iraniano e sostenere la lotta dei giovani e delle donne e di tutte e tutti coloro che, in Iran, continuano a rischiare la propria libertà e la propria vita per i diritti fondamentali, la giustizia e la democrazia. Una mobilitazione che chiama alla responsabilità civile e politica, rilanciando l’appello a scendere in piazza in ogni città. All’incontro è intervenuta tra gli altri, Shady Alizadeh, giovane avvocata Italo Iraniana impegnata nella lotta per i diritti umani, rappresentante del movimento “Donna Vita Libertà – Italia”. Shady Alizadeh ha voluto portare una testimonianza diretta delle mobilitazioni e della repressione in corso, ribadendo il valore universale della libertà come principio non negoziabile.
All’iniziativa hanno aderito CGIL Pescara, ANPI Pescara, Amnesty International Pescara Chieti, Assopace Palestina, Partito Democratico Pescara, Giovani Democratici Abruzzo, Alleanza Verdi e Sinistra Pescara, PSI Pescara, Italia Viva Pescara, UDI Pescara e Rifondazione Comunista Pescara, Emergency.

“Siamo qui questa sera e ringrazio la comunità di Pescara per aver organizzato questa manifestazione per tenere alta l’attenzione sulle gravissime violazioni dei diritti umani messe in atto dalla Repubblica Islamica dell’Iran. Un regime che dal 1979 sta cercando di celare la libertà e i diritti umani del popolo iraniano e in questi giorni dal 8 gennaio ha imbavagliato completamente la popolazione disconnettendo internet e i rapporti telefonici”.
“Le manifestazioni del 28 dicembre che sono proseguite fino ai primi di gennaio – ha aggiunto Alizadeh – hanno rappresentato la volontà del popolo iraniano di far terminare questo regime che da 47 anni governa. Le brutalità e le violazioni dei diritti umani sono state tantissime e parliamo di corpi mutilati, di famiglie che sono state costrette a pagare anche cifre esorbitanti per poter riavere i corpi dei figli e delle figlie. Non sappiamo il numero delle persone morte nelle manifestazioni. C’é chi parla di oltre 4.800 manifestanti e anche a numeri che parlano addirittura di 20mila morti”. Su ciò che sta accadendo in questi giorni in Iran Alizadeh ha sottolineato inoltre che:

“È evidente che siamo arrivati a un punto di non ritorno: il regime iraniano non gode più di alcuna credibilità né legittimità agli occhi del popolo. Il conflitto di dodici giorni con Israele, le fallimentari politiche regionali, la grave crisi economica, la continua svalutazione della moneta e una corruzione sistemica hanno ridotto alla fame un popolo fiero. Oggi il popolo iraniano non ha più paura e chiede con forza la fine di 47 anni di dittatura teocratica. Le piazze che da Mashad, Isfhan arrivano a Teheran sono colme non solo di una gioventù che non riesce a immaginare il presente con questo regime, ci sono tutte le generazioni, ma le vittime del regime sono soprattutto giovani, donne e uomini che sono uccisi dai basiji, ci sono studenti liceali, universitari, commercianti, disoccupati, sindacalisti, operai, professionisti, c’è un intero popolo che urla che è arrivata la fine della teocrazia. Ci sono anche attiviste del movimento “Donna Vita Libertà”. Cosa dovrebbero fare l’Europa e il governo italiano?
“L’Europa dovrebbe denunciare con forza le gravi violazioni dei diritti umani in Iran, imporre sanzioni non solo a singoli individui, ma all’intero apparato delle Guardie della Rivoluzione, e delegittimare pubblicamente il regime della Repubblica Islamica colpendone in particolare le fonti di finanziamento. Il Governo italiano dovrebbe assumere una posizione chiara e inequivocabile: denunciare le violazioni in atto e manifestare solidarietà al popolo iraniano, perché il silenzio mantenuto finora è ormai politicamente e moralmente imbarazzante”, ha concluso Shady Alizadeh.

Fabio Lussoso: