Chieti: “Un’Europa una salute”, dialogo tra Stuppia e Cacciari

Dipartimento di Scienze Filosofiche, pedagogiche e sociali dell’Università “d’Annunzio” ed “Europe Direct” di Chieti hanno promosso un interessante incontro presso il Palazzo De Mayo sul tema “Un’Europa, una salute”, chiamando a dare un proprio contributo il Rettore Stuppia e il Professor Massimo Cacciari.

Si discute spesso sul ruolo dell’Europa nello scenario mondiale, della fatica che fa a identificarsi come corpo unico e di come dovrebbe agire, in vari ambiti, nell’interesse economico e sociale dei suoi cittadini. Immersa com’è in conflitti come quelli in Ucraina o in Medio Oriente, sembra avere come priorità quella di un sistema di difesa unico, ma basterebbe questo a individuarci come europei oltre che italiani? Ad esempio, il vecchio continente sarebbe un posto migliore se avesse un unico sistema sanitario? Protocolli unitari, stesse direttive, campagne di prevenzione uniche? Ci vorrebbe un cambio radicale di mentalità, ma non è impossibile e su questo che il Dipartimento di Scienze Filosofiche, pedagogiche e sociali dell’Università “d’Annunzio” ed “Europe Direct Chieti” si sono voluti interrogare chiamando a dare un proprio contributo due eccellenze della cultura e della Scienza come il Professor Massimo Cacciari e il Rettore Liborio Stuppia, al cospetto di autorità prestigiose come il prorettore Carmine Catenacci, il direttore di dipartimento Adriano Ardovino, l’Arcivescovo Mons. Bruno Forte, il sindaco Diego Ferrara e gli onori di casa affidati al Professore di Filosofia Morale Oreste Tolone e la responsabile di Europe Direct Chieti Annalisa Michetti.

 

“Il problema è che non esiste alcun sistema unico in Europa – dichiara il Prof. Cacciari – in nessun settore, da quello della difesa, a quello fiscale, a quello sanitario. L’unico sistema che ci unisce è la moneta, per il resto ognuno va per conto suo. Si dovrebbero avviare cantieri per costruire sistemi unitari in tutti i vari settori dell’economia e del sociale, l’Europa o funziona tutta insieme o non funziona.”

“Certo che se guardiamo al Sistema Sanitario Nazionale affidato alle regioni e dunque estremamente frammentato in Italia – precisa il Rettore Liborio Stuppia – facciamo fatica a pensare a un Sistema Sanitario UNico in Europa. Ma la prospettiva non può che essere questa, nella logica del concetto di cittadino europeo non si può pensare che in certi paesi la sanità funzioni in un modo e in altri in modo diverso. Bisogna, ad esempio, pensare a prtocolli unici oppure a uniche campagne di prevenzione rispetto a patologie sempre più frequenti come quelle cardiovascolari, invece che rincorrere linee guida diverse paese per paese. L’obiettivo è estremamente difficile da raggiungere, ma qualcosa da Bruxelles comincia a muoversi, speriamo bene.”

Luca Pompei: