Chieti: frane e dissesto, botta e risposta tra Febbo e Ferrara

Botta e risposta a Chieti tra l’ex assessore Febbo, secondo il quale il dissesto idrogeologico è una falsità, e il sindaco Ferrara che replica con ironia

“Vanno totalmente smentite le affermazioni del sindaco Ferrara e le sue critiche in merito alla vulnerabilità della città di Chieti. Dopo 5 anni di inerzia accompagnata da incapacità amministrativa, oggi si appresta a causare ulteriori danni con le sue sconsiderate uscite sulla stampa locale, ignorando che le stesse verranno riprese anche a livello nazionale, addirittura accostando la situazione della nostra città, in particolare del quartiere Santa Maria, con quella tragica di Niscemi. – ha detto Mauro Febbo – Innanzitutto voglio ricordare al sindaco Ferrara che la città in passato non è mai stata dimenticata anzi negli anni 2000, quando il Comune era guidato da Nicola Cucullo, la Provincia dal sottoscritto, con Giovanni Pace prima presidente CdP poi della Regione, e Nino Sospiri era membro del Governo nazionale, è stata interessata da importanti interventi e opere di consolidamento finanziati con 120 miliardi di vecchie lire. Interventi che hanno riguardato: Fosso Di Renzo (I, II, III Lotto); Via Nicola da Guardiagrele (Parcheggio Papa Giovanni); Via Quarantotti; Fosso Canino; Fosso Papa Giovanni; Fosso Filippone – campo sportivo; Fosso Modesto della Porta; Belvedere Civitella; Via Asinio Herio.

Su Santa Maria appare a tutti evidente che c’è una problematica affrontata tardivamente da questa amministrazione comunale che ha mostrato ancora una volta incompetenza, sia dal punto di vista tecnico sia amministrativo, senza precedenti. Addirittura il sindaco si è vantato di aver sottoscritto un accordo di programma con Bucchianico (con tutto il rispetto per Bucchianico) che date le dimensioni non ha ufficio tecnico adeguato, magari andava fatto con L’Aquila per capacità e organizzazione degli uffici. E queste affermazioni trovano come sponsor l’ex governatore D’Alfonso che nei 5 anni in Regione non ha saputo tutelare la nostra città: basti ricordare il mancato inserimento dell’ex GIL tra gli interventi da finanziare nel post-sisma 2016 o l’assenza di attenzione per il viadotto di Via Gran Sasso, per non parlare della sanità, ma su questo torneremo più avanti. Alimentare un clima di preoccupazione e allarmismo, peraltro infondato, non fa che causare danni enormi a un mercato immobiliare già in difficoltà ma che pure sta dando dei segnali di ripresa sia per quanto riguarda gli affitti (anche per le famiglie evacuate da Santa Maria) sia per le compravendite (Ferrara si informi presso le agenzie immobiliari).

Molti professionisti, universitari, e imprenditori della vicina Pescara ad esempio hanno trovato in Chieti un luogo tranquillo rispetto alle molteplici problematiche della grande città, in primis la sicurezza. Nella nostra Chieti trovano sicuramente maggiore serenità e tutti i servizi a disposizione come scuole, sanità, uffici pubblici ecc. che non trovano magari nei piccoli centri. Peraltro, si hanno notizie di timide iniziative di coppie inglesi ed americane che stanno facendo investimenti che vengono pubblicizzati su internet e i social. Ma, anziché lavorare per incentivare questo mercato, progettare e programmare interventi risolutivi si preferisce alimentare equivoci controproducenti e sicuramente dannosi per l’economia cittadina. Mesi e mesi di ritardi sulla individuazione delle aree e degli immobili, incarichi a professionisti poi revocati o senza conclusioni, ordinanze emesse e poi revocate, nessuno studio certificato prodotto sulle reali cause e non illazioni, ora per nascondere questa realtà ci si avventura in affermazione suffragate dal nulla, anzi false e dannose. Sono certo che i cittadini di Chieti terranno in considerazione quanto non è stato fatto sul dissesto sia finanziario sia idrogeologico e sull’evidente malfunzionamento (eufemismo sic !!!) della macchina amministrativa. Sono talmente in difficoltà che pur di rimanere a galla stanno realizzando interventi che chiamano di rigenerazione urbana ma sono totalmente inutili, senza senso ed in alcuni casi dannosi per l’economia industriale, per la viabilità, vedi piste ciclabili via Piaggio e Santa Filomena . I Fondi del PNRR dovrebbero essere indirizzati e utilizzati (e non sperperati come per i marciapiedi di viale B. Croce) per lavori davvero utili a una Città che deve uscire dal tunnel in cui è finita. Ma questa per l’amministrazione Ferrara & C. è una mission impossible, d’altronde sono esperti dei tunnel chiusi come quelli realizzati dall’amministrazione Ricci & Febo, vedi quello di Largo Barbella, inaugurato tre volte, mai aperto e mai si aprirà”.

 Nel pomeriggio è arrivata la replica del sindaco di Chieti Diego Ferrara:

“Mi scuso con Protezione civile regionale e nazionale, facoltà di Geologia della d’Annunzio, il ministro Musumeci, nonché il plenum della Commissione d’inchiesta per il rischio idrogeologico riunita qui qualche settimana fa, per le incredibili affermazioni dell’ex consigliere ed ex assessore regionale Mauro Febbo. Il dissesto idrogeologico di Chieti non è una mia invenzione, è una realtà che l’amministrazione Ferrara sta affrontando insieme alla Regione e Ministero, se ne faccia una ragione.

Prendiamo atto con rispetto e con una certa sorpresa della nuova competenza geologica dell’ex assessore Mauro Febbo, che dopo essersi distinto come fine urbanista nonché esperto di cromie urbane su Piazza San Giustino, oggi si esibisce addirittura nella lettura della stratificazione del sottosuolo della città di Chieti. A questo punto, mi sento di porgere umilmente le mie scuse: alla Protezione Civile nazionale e regionale, alla comunità scientifica alla quale abbiamo chiesto sempre consulenza e supporto nell’affrontare la vulnerabilità della nostra città e in particolare alla Facoltà di Geologia dell’Università G. d’Annunzio di Chieti-Pescara, agli uffici del Ministero della Protezione civile, nonché a quelli della Ricostruzione post sisma che sono stati parte di una sinergia importante sia nella fase di emergenza che abbiamo vissuto, sia in quella di post emergenza in cui ci troviamo. Mi scuso con loro per le esternazioni dell’ex e per aver osato, con l’incessante e costante lavoro di questi cinque anni, mettere in dubbio anche solo indirettamente una competenza tanto vasta quanto, a quanto pare, auto-certificata.

Le teorie dell’ex assessore ed ex consigliere regionale Febbo sono totalmente infondate e, nella migliore delle ipotesi, vanno valutate come l’urgenza di dire qualcosa in campagna elettorale – aggiunge Ferrara – , ma la vulnerabilità di alcune aree della città non è un’invenzione mia, né un esercizio retorico: è una realtà oggetto di monitoraggio tecnico e di un intervento amministrativo serio, grazie sì all’Amministrazione di cui faccio parte. Ed è proprio grazie all’azione di prevenzione attiva, da noi messa in campo, che si sono evitati scenari ben peggiori.

Un lavoro riconosciuto anche a livello nazionale dal Ministro Nello Musumeci, proprio parlando di Niscemi, a Porta a Porta, tanto che Chieti farà scuola, rappresentando la prima applicazione concreta del nuovo decreto governativo sulle calamità naturali. Altro che allarmismo. Chi oggi dal divano parla di danni all’immagine dovrebbe spiegare a circa 200 persone che hanno perso casa da che parte sta e se preferisce il silenzio al rischio, la propaganda alla sicurezza, o la nostalgia alle responsabilità. Rievocare stagioni amministrative di vent’anni fa non cambia la realtà, anche perché in vent’anni non sono state in grado né di cambiare, né di incidere sulla situazione di rischio della città: oggi esiste una criticità che va affrontata con serietà, trasparenza e competenza tecnica, come stiamo facendo, peraltro in modo trasversale, coinvolgendo tutte quante le forze politiche, compresa la sua, non con polemiche da talk show o improbabili lezioni di geologia improvvisata. La sicurezza dei cittadini non è materia per nostalgie né per narrazioni consolatorie. È materia per amministratori responsabili e per azioni portate avanti con enti e istituzioni competenti. Come Chieti oggi sta facendo”.

Barbara Orsini: