Chieti: per i rifiuti di Roma in Abruzzo richiesta di chiarimenti a Marsilio da sindaco e assessore

In merito al rinnovo dell’accordo tra Regione Abruzzo e Regione Lazio che prevede anche per il 2026 il conferimento e lo smaltimento negli impianti abruzzesi di circa 80mila tonnellate di rifiuti indifferenziati provenienti dalla città di Roma, il sindaco e l’assessore all’Ambiente Chiara Zappalorto hanno scritto al presidente Marsilio per chiedere un confronto con la Regione sull’adeguamento delle necessarie misure di compensazione a favore del territorio

“A fronte di tale accordo, siglato anni fa, prima del nostro insediamento, parte dei rifiuti capitolini vengono ospitati anche a Chieti, nell’impianto di Trattamento Meccanico Biologico (TMB) gestito dalla Deco Spa in contrada Casoni. Riteniamo doveroso rivedere le compensazioni economiche riconosciute dalla Regione che sono ferme al 2014 – dichiarano il sindaco Diego Ferrara e l’assessora all’Ambiente Chiara Zappalorto – e ci preme inoltre ribadire che l’area interessata dall’impianto di trattamento presente nel nostro territorio è da anni oggettivamente e pesantemente gravata dal punto di vista ambientale. Si tratta di una condizione storica, che ha inciso sul decoro urbano, sulla vivibilità e sulla qualità della vita dei residenti. Dal primo accordo interregionale il contributo riconosciuto dalla Regione Abruzzo non è mai stato aggiornato, nonostante nel tempo la pressione ambientale non sia diminuita e la situazione dell’area non abbia registrato miglioramenti significativi. È evidente – proseguono Ferrara e Zappalorto – che, a distanza di oltre dieci anni, il valore della contribuzione debba essere attualizzato, perché possano essere utilizzate a favore del territorio per sostenere un carico ambientale così rilevante. Per questo l’Amministrazione comunale ha formalmente richiesto un incontro con la Regione Abruzzo, convinta che il presidente Marsilio sia pienamente consapevole dell’importanza di riconoscere in modo più equo il sacrificio sostenuto da Chieti, così come avvenuto in altri contesti regionali interessati da criticità ambientali. Le eventuali risorse aggiuntive – spiegano – come già capita con le attuali, potenzierebbero il beneficio a vantaggio della comunità della zona, consentendo ulteriori interventi di riqualificazione, miglioramento del decoro e compensazione ambientale. È la stessa logica che abbiamo seguito in questi anni, cercando di investire tutte le risorse disponibili, recuperate o reperite, nelle aree più colpite. La nostra vuole essere una richiesta di responsabilità istituzionale, non un aut aut, perché riteniamo importante la collaborazione tra Regioni ma che questa non possa prescindere dal rispetto dei territori che la rendono possibile”.

 

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Barbara Orsini: