Chieti: imbarazzo per la targa del Coni ritirata da 4 Daspo

Se non è una gaffe istituzionale, è una svista imbarazzante: a Chieti il Coni premia la Curva Volpi per la fede neroverde, ritirano la targa anche 4 destinatari di Daspo

La notizia, pubblicata sul quotidiano il Centro in un articolo a firma di Gianluca Lettieri e ripresa dall’agenzia di stampa Ansa, sta creando scalpore e imbarazzo.

Quattro persone, destinatarie di Daspo per periodi che vanno da due a nove anni, sono state premiate dal Coni di Chieti per “per l’attaccamento alla città e ai colori neroverdi” durante la festa provinciale dello sport.

La targa è stata tributata alla Curva Volpi, ma tra le sei persone che l’hanno ritirata ce n’erano quattro che nello stadio cittadino, come in nessuno stadio d’Europa, almeno per un bel po’ non potranno metterci piede, nemmeno per amichevoli o sedute d’allenamento. I quattro, si legge infatti sul quotidiano il Centro, sono “destinatari di Daspo firmati dal questore e validi su tutto il territorio nazionale e negli Stati dell’Unione europea”.

In uno dei quattro casi il Daspo riguarda un tifoso accusato di “aver brandito un tubo di polietilene contro la tifoseria dell’Avezzano, lanciandolo attraverso una grata ad altezza uomo”. Un altro dei premiati è accusato di aver partecipato ad “agguati ai tifosi avversari”, episodio culminante fu la “sottrazione di una sciarpa biancazzurra a un uomo e a suo figlio sedicenne, fermati, minacciati e rapinati all’una e mezza della notte”.

Da sottolineare che l’invito diramato dal Coni descriveva l’appuntamento come un’occasione per celebrare ‘il valore umano e sociale dello sport’ e la gratitudine verso chi ‘costruisce educazione e comunità'”. 

“La targa destinata alla Curva Volpi della Chieti Calcio è stata attribuita alla tifoseria nel suo insieme, e non ai singoli componenti, per l’attaccamento alla società sportiva e l’impegno sociale e solidale più volte dimostrato nel tempo. I rappresentanti della Curva sono stati invitati in quanto tali; non vi era alcuna conoscenza preventiva
sull’identità di chi avrebbe materialmente ritirato il riconoscimento. Tutto si è svolto in assoluta buona fede, con
l’unico intento di valorizzare un gesto di inclusione e memoria”. Sono le parole con cui il presidente del Coni Abruzzo, Antonello Passacantando, interviene sul “grande clamore mediatico sollevato” dopo che alcuni tifosi sottoposti a Daspo hanno ritirato il premio per conto della Curva. È “doveroso offrire alcuni chiarimenti, nella convinzione che un’informazione corretta e misurata sia patrimonio di tutti”, ha aggiunto. “Il riconoscimento conferito aveva un valore esclusivamente simbolico e umano – dichiara riferendosi alla ‘Festa provinciale dello Sport del Coni Chieti’ -. È stato assegnato nel ricordo di un giovane prematuramente scomparso, come segno di vicinanza alla sua famiglia e alla comunità di appartenenza. Dispiace constatare come una cerimonia sportiva, nata con finalità positive, sia stata trasformata in una narrazione che rischia di generare confusione e stigma. Un titolo generalizzante e una foto di gruppo possono esporre persone che nulla hanno a che vedere con determinati provvedimenti, mentre, allo stesso tempo, riducono altre a una semplice etichetta, senza alcun approfondimento umano o sociale”. Va ricordato, prosegue il presidente del Coni Abruzzo, “che le stesse realtà oggi raccontate in modo parziale sono protagoniste, da anni, di iniziative solidali concrete: visite ai bambini in ospedale, raccolte di beni per i più bisognosi, gesti silenziosi che raramente trovano spazio sulle cronache. Il Coni Abruzzo ribadisce il proprio impegno a favore dei valori educativi, sociali e inclusivi dello sport e auspica che il dibattito pubblico possa recuperare misura, equilibrio e responsabilità, nel rispetto delle persone e della verità dei fatti. Lo sport unisce, non divide. Anche nel racconto che se ne fa”.

Marina Moretti: