A Chieti l’iniziativa organizzata da Libera per la lotta alle mafie. Ricordato Michele Fazio, il 15enne ucciso per sbaglio a Bari in una faida tra clan mafiosi
Michele Fazio aveva 15 anni quando fu ucciso a Bari il 12 luglio del 2001, vittima innocente in un regolamento di conti tra clan mafiosi. In un giorno caldo e afoso di luglio, la vita di un adolescente che sognava di entrare nell’Arma dei Carabinieri venne stroncata violentemente. Fatale per Michele fu trovarsi nel posto sbagliato al momento sbagliato: il 15enne, attraversando i vicoli di Bari vecchia mentre rincasava, rimase coinvolto per sbaglio in un regolamento di conti tra clan rivali: un agguato in una guerra di mafia per il controllo del territorio, degli affari e del traffico di droga.
Nel cuore della famiglia Fazio la morte di Michele lasciò una ferita profonda, ma da quel dolore mamma Lella e papà Pinuccio hanno fatto nascere una voglia di verità e riscatto: del quartiere, della città e dei suoi abitanti, dei giovani. Il loro grido è diventato testimonianza viva, che dà voce a tutte le vittime di mafia, perché quel che è accaduto quell’ineluttabile 12 luglio 2001 non si ripeta mia più.
La testimonianza dei genitori di Michele Fazio ha raggiunto anche Chieti, dove nella sala consiliare della provincia, il presidio Libera Chieti, coordinato da Gilda Pescara, ha ospitato l’iniziativa pubblica “La memoria e l’impegno” in ricordo del 15enne. A parlare al tg8 è stato il papà Pinuccio.
L’iniziativa, patrocinata dalla Provincia e presenziata dalle autorità e dalla cittadinanza, partendo dal racconto della storia di Michele ha suscitato riflessioni sull’impegno e la consapevolezza dei giovani, come spiega Gilda Pescara, referente di Libera Chieti, presidio intitolato ad Attilio Romanò, 29enne ucciso dalla camorra il 24 gennaio 2005:
«La mamma e il papà di Michele hanno trasformato il dolore in impegno e l’impegno in speranza. Sta anche a noi raccogliere questa eredità: il coraggio di Pinuccio e di Lella Fazio chiama in gioco tutti».
