Il giudice monocratico del tribunale di Chieti, Marzia Savini, ha assolto “perché il fatto non sussiste” i quattro imputati nel processo per la morte di un uomo di 92 anni in conseguenza delle lesioni riportate dopo una caduta lungo la scala di servizio della scala mobile di Chieti che collegava il terminal bus al centro, scala mobile che nel frattempo è stata smantellata. Il fatto si verificò nel febbraio del 2020
Il pubblico ministero Luisa Bertini aveva chiesto la condanna a due anni di reclusione per tutti gli imputati. Sotto processo sono finiti Massimo Marchetti, all’epoca amministratore unico della Teateservizi, società comunale che gestiva l’impianto, l’allora dirigente comunale del settore lavori pubblici Paolo Intorbida, Lorenzo Di Giovanni, incaricato di svolgere le funzioni di responsabile di esercizio delle strutture presso il terminal, tra cui le scale mobili, e Dante Pagliari, incaricato di svolgere le funzioni di assistente tecnico relativamente al funzionamento delle stesse strutture. Erano accusati di aver cagionato la morte la morte dell’anziano in cooperazione colposa tra loro per negligenza, imprudenza ed imperizia. Secondo l’accusa avrebbero omesso di eseguire interventi di manutenzione
ordinaria e straordinaria sulla scala mobile in discesa, rotta da anni. Ciò nonostante tolleravano, sempre secondo l’accusa, l’uso della scala di servizio in discesa da parte degli utenti, scala che non veniva interdetta all’uso.
ANSA per