Da anni, nella classifica dei castelli più belli al mondo redatta dal National Geographic, tra i pochi italiani spicca quello di Rocca Calascio
Per fare il pieno di magia basta salire a poco meno di 1500 metri sul livello del mare, la vallata è quella di Navelli, il Parco nazionale è quello del Gran sasso Monti della Laga.
Un luogo speciale che ha fatto da set cinematografico a film cult come Ladyhawke, ma che non lascia indifferenti nemmeno i severi osservatori del National Geographic. Non per niente da diversi anni lo inseriscono tra i 15 più belli al mondo e tra i pochi italiani nella lista, insieme a Castel del Monte (Puglia) e Castel Sant’Angelo (Lazio).
Il maniero racconta una storia millenaria: la sua nascita si deve a Ruggero II d’Altavilla, re di Sicilia, un regno che comprendeva tutto il centro-sud d’Italia nel 1100. Certo, dalle sue origini il castello molto è cambiato, il tempo ha fatto la sua parte, ma se possibile sono proprio le parti mancanti ad accrescere l’emozione che si prova nell’ammirarlo.
Rocca Calascio domina la vallata di Navelli e quella del Tirino e offre una vista mozzafiato sul Parco nazionale del Gran Sasso e dei Monti della Laga. Costruita nel XII secolo a 1460 metri d’altitudine, Rocca Calascio serviva come punto d’osservazione militare. Affascinate la sua architettura: un corpo centrale antico, forse di origine romana, racchiuso in una cinta muraria merlata con quattro torri d’angolo circolari.
La rocca fu possedimento di diverse famiglie nobili e subì vari interventi, soprattutto nel tardo 1400. Nonostante i danni causati dal terremoto che nel 1703 distrusse L’Aquila, gli interventi di restauro tra il 1986 e il 1989 hanno messo in sicurezza il futuro del castello, sempre aperto e a ingresso gratuito.
L’esperienza vale la camminata (circa un’ora con dislivello di circa 230 metri). E non c’è solo il castello ad emozionare: il contesto tutt’intorno e il panorama che si impone alla vista lasciano senza parole chi visita questi luoghi per la prima volta, ma sono anche capaci di rinnovare il palpito nelle successive.
Non meno affascinante è la contigua chiesa Santa Maria della Pietà, un tempietto di forma ottagonale eretto tra il XVI e il XVII, ma che risale al 1596.
Un’altra pennellata in questo quadro straordinario che è l’Abruzzo.
(Foto sopra di Marco Mincarelli)