Casi di meningite a Pescara, la Asl: “Evitare ingiustificati allarmismi”

Dopo i due casi di meningite, la Asl di Pescara invita ad evitare ingiustificati allarmismi. Intanto il 15enne sta meglio ed è uscito dalla terapia intensiva

Per i due casi di meningite a Pescara, uno dei quali mortale, la Asl di Pescara invita ad evitare ingiustificati allarmismi e ribadisce che le due vicende non sono correlate e che il tracciamento dei contatti è già concluso.

Ricordiamo che una donna di 51 anni è morta per una meningite fulminante dopo che il marito l’aveva condotta all’ospedale di Pescara, mentre un ragazzo di 15 anni è tutt’ora ricoverato per una meningite meningococcica, per fortuna ormai è fuori pericolo. Un altro caso simile si è registrato il 3 aprile a Parma, sempre un giovane e sempre una forma meningococcica, l’unica trasmissibile per via aerea. L’adolescente risultato positivo alla meningite meningococcica è in terapia intensiva all’ospedale Maggiore della città emiliana.

Di recente si sono registrati alcuni focolai nel Regno Unito, nel Kent. In Italia l’incidenza complessiva della malattia resta relativamente bassa e stabile e non configura una situazione epidemica. Tuttavia va tenuto presente che la meningite è una malattia da temere, visto che le forme batteriche invasive possono avere esiti rapidi, gravi e anche nefasti.

Per entrambi i casi di Pescara sono state tempestivamente attivate, da parte del Servizio di Igiene e Sanità Pubblica (Iesp), le procedure previste dai protocolli ministeriali per l’individuazione dei contatti stretti e l’eventuale attivazione delle misure di profilassi nei soggetti effettivamente esposti. Attività che si sono già concluse.

La Asl di Pescara ieri è tornata sulla vicenda dopo che, sui social, sono circolate informazioni circa i luoghi frequentati dalla 51enne e dal 15enne, nonostante si tratti di episodi non collegati e di ceppi diversi di meningite.

«Il riferimento alla palestra Audacia di Pescara riguarda esclusivamente uno dei luoghi frequentati dal ragazzo -. scrive l’azienda sanitaria – Si sottolinea la piena correttezza del comportamento adottato dalla direzione della palestra, che ha collaborato tempestivamente con gli operatori sanitari attenendosi alle indicazioni ricevute e attivando con rapidità tutte le misure raccomandate, comprese le procedure di sanificazione degli ambienti, consentendo così la prosecuzione in sicurezza delle attività».

La stessa palestra aveva anche pubblicato sui social una comunicazione agli iscritti, tanto da ricevere apprezzamenti da parte degli utenti per la trasparenza e la correttezza.

«Si ricorda che il meningococco presenta una scarsa resistenza nell’ambiente esterno e sopravvive solo per poche ore. La trasmissione del batterio – va avanti la Asl – avviene esclusivamente attraverso contatti stretti, ravvicinati e prolungati con la persona infetta, tramite le goccioline di saliva. Per queste caratteristiche la contagiosità della malattia resta molto bassa. Si precisa inoltre che le comunicazioni diffuse dal Servizio Iesp nell’ambito delle attività di sorveglianza epidemiologica sono state rivolte esclusivamente ai medici di medicina generale coinvolti nella gestione dei contatti stretti e non costituiscono indicazioni di rischio per la popolazione generale».

I VACCINI

Ieri, nel collegamento in diretta social sulla pagina Facebook di Rete8, il dottor Giustino Parruti, direttore dell’Unità Operativa Complessa Malattie Infettive all’ospedale di Pescara, nel rispondere ad alcune domande ha ribadito che la misura preventiva più efficace è rappresentata dal vaccino. La vaccinazione garantisce protezione individuale e contribuisce a ridurre la circolazione dei batteri responsabili delle meningiti, offrendo una protezione indiretta anche ai soggetti non vaccinabili per condizioni cliniche. Pertanto Parruti ha invitato tutta la popolazione a vaccinarsi, soprattutto i gruppi più a rischio come i bambini piccoli e gli adolescenti. 

Da tenere presente che la meningite non è una singola malattia, ma un insieme di condizioni causate da agenti diversi. Tra i batteri più rilevanti in Italia figurano il meningococco (Neisseria meningitidis), lo pneumococco (Streptococcus pneumoniae) e Haemophilus influenzae tipo b.

A questi si aggiungono numerose forme virali, più frequenti ma di solito meno gravi. Per questo non esiste un unico vaccino, ma una serie mirata contro contro ceppi batterici specifici e distinti.

  • Anti-Meningococco B: protegge contro il sierogruppo B, particolarmente diffuso tra i neonati
  • Anti-Meningococco C (o Tetravalente ACWY): il vaccino tetravalente offre protezione contro quattro ceppi (A, C, W135, Y) ed è spesso raccomandato agli adolescenti
  • Anti-Pneumococco: protegge contro le meningiti causate dallo Streptococcus pneumoniae, comune nei bambini e negli anziani
  • Anti-Haemophilus influenzae tipo b (Hib): generalmente incluso nel vaccino esavalente somministrato nel primo anno di vita.

Dunque le principali tipologie di vaccini sono quella contro il sierogruppo C, quello tetravalente (A, C, W, Y) e quello contro il sierogruppo B. Ciascun vaccino protegge solo contro i sierogruppi inclusi: ad esempio, il vaccino contro il meningococco C non protegge dal tipo B, e viceversa.

In Italia l’approccio preventivo nei confronti dei meningococchi di sierogruppo A, C, W ed Y prevede una dose a 12 mesi di vita del vaccino meningococcico quadrivalente coniugato (MenACWY), in co-somministrazione con MPRV/MPR+V  (morbillo, parotite, rosolia e varicella) ed una dose, a partire dal compimento del 12° anno di vita, sia per gli adolescenti mai vaccinati in precedenza sia per quelli precedentemente immunizzati nell’infanzia con i vaccini coniugati (MenC o MenACWY).

Per i soggetti a rischio per condizioni patologiche e loro conviventi è prevista la vaccinazione con MenACWY coniugato.

Il vaccino contro il meningococco di tipo B è disponibile dal 2013-2014. Si tratta del sierogruppo oggi più frequente in Europa e in Italia. Per la prevenzione delle infezioni da Meningococco B sono disponibili 2 vaccini di nuova generazione:

– Vaccino a 4 componenti 4cMenB  autorizzato, a partire dall’età >2 mesi
– Vaccino a 2 componenti (due varianti fHbp) autorizzato con due schedule a 2 o a 3 dosi, a partire dall’età età >10 anni.

Accanto al meningococco, l’altro agente rilevante è lo pneumococco, tra le principali cause di meningite batterica soprattutto negli adulti e negli anziani. Anche in questo caso esistono vaccini efficaci, introdotti negli anni Duemila, ma coprono solo alcuni dei numerosi sierotipi del batterio.