Droga anche nelle palline da tennis: a Pescara operazione Prison Break

Droga in carcere anche attraverso le palline da tennis: i Carabinieri di Pescara hanno eseguito 19 misure cautelari per l’operazione Prison Break

Le ordinanze di applicazione di misure cautelari, disposte dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Pescara, riguardano 19 persone, delle quali 13 già in carcere (attualmente recluse a Pescare, Rieti, Frosinone, Civitavecchia e Siena); 3 persone sono da sottoporre a misura restrittiva in carcere, 2 agli arresti domiciliari e una è stata raggiunta dal divieto di dimora nel Comune di Pescara.

Le persone oggetto dei provvedimenti sono gravemente indiziate – allo stato delle indagini – di detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio, divieto di utilizzo di dispositivi elettronici ed estorsione. Sono in atto numerose perquisizioni con l’ausilio di un velivolo del Nucleo Elicotteri Carabinieri di Pescara.

Estorsione, spaccio e utilizzo di dispositivi elettronici in carcere sono i reati contestati dalla procura di Pescara alle 19 persone destinatarie delle misure cautelari eseguite nell’operazione Prison Break.

L’operazione, coordinata dal Sostituto Procuratore Gennaro Varone trae origine dal sequestro, da parte di agenti penitenziari, di dispositivi elettronici e stupefacenti nella Casa Circondariale di Pescara. Ne è derivato l’avvio di una strutturata attività investigativa, svolta con l’ausilio del personale della Polizia Penitenziaria, attraverso l’installazione di microcamere e sistemi audio ambientali all’interno del carcere, a cui si sono aggiunti servizi di osservazione e controllo nell’area perimetrale dello stesso.

Il dispositivo ha permesso di documentare l’esistenza di una ramificata rete di approvvigionamento e distribuzione di sostanze stupefacenti, prevalentemente hashish e cocaina, da parte dei detenuti. I reclusi impartivano ordini anche verso l’esterno utilizzando dei telefoni cellulari introdotti fraudolentemente, organizzando in questo modo il traffico di droghe, la gestione degli introiti e le relative spartizioni.

Attraverso l’installazione di ulteriori telecamere lungo il muro perimetrale della casa circondariale, i militari sono riusciti a documentare e, contestualmente, ad arrestare alcuni complici dell’associazione che, dall’esterno, rifornivano i propri sodali, ad esempio, attraverso l’utilizzo di palline da tennis riempite di sostanze stupefacenti, lanciate all’indirizzo delle aree ricreative interne, riservate ai detenuti, in coincidenza con le ore d’aria loro concesse. In altri casi è stato documentato il tentativo di introdurre cellulari o stupefacente all’interno di provviste alimentari, effetti personali o attraverso forme di occultamento endorettali.

Particolarmente complesso il contesto in cui i militari hanno dovuto operare. L’odierna attività di indagine, delegata personalmente dall’Autorità giudiziaria alla Compagnia di Pescara, ha visto il successivo trasferimento di alcuni dei destinatari delle misure di custodia cautelare odierne in altri Istituti Penitenziari (Rieti, Viterbo, Civitavecchia e Frosinone).

Il quadro allarmante che si era venuto a creare ha fatto scattare l’operazione odierna con l’adozione delle misure restrittive emesse dal Gip del Tribunale di Pescara Sacco su richiesta del Sostituto Procuratore Varone, previo interrogatorio di garanzia degli indagati.

La colpevolezza delle persone colpite da misura cautelare personale, dovrà sempre essere dimostrata in dibattimento, nel contraddittorio tra le parti, atteso che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari.

 

 

Marina Moretti: