In Abruzzo Pineto e Fossacesia hanno presentato le rispettive candidature al titolo di Capitale italiana del Mare 2026
Il Comune di Pineto ha ufficialmente presentato la candidatura al titolo di Capitale Italiana del Mare 2026 con il progetto «Sul livello del mare – Pineto Capitale Italiana del Mare 2026», promosso dal Dipartimento per le Politiche del Mare della Presidenza del Consiglio dei Ministri. La proposta interpreta il mare come elemento centrale dell’identità territoriale, mettendo in rete ambiente, cultura, comunità e sviluppo sostenibile.
Il progetto valorizza il sistema costiero di Pineto, dalla pineta litoranea alle dune fino al patrimonio storico e paesaggistico, con un ruolo chiave affidato all’Area Marina Protetta Torre del Cerrano, riconosciuta a livello nazionale ed europeo per tutela, ricerca ed educazione ambientale. Il programma prevede educazione ambientale, eventi culturali e sportivi, cittadinanza attiva, azioni contro plastiche e rifiuti marini e strumenti innovativi di narrazione del mare.
«Con questa candidatura proponiamo una visione del mare come spazio di equilibrio tra tutela, conoscenza e responsabilità collettiva – dichiara il sindaco Alberto Dell’Orletta – Ringrazio l’Area Marina Protetta Torre del Cerrano per il contributo determinante nella costruzione del progetto».
Anche il Comune di Fossacesia ha ufficialmente presentato la domanda di candidatura al titolo di Capitale Italiana del Mare 2026, sulla base di una delibera approvata dalla Giunta comunale. La proposta si basa su una visione strategica che riconosce il mare come elemento centrale dell’identità territoriale, dello sviluppo sostenibile e della coesione sociale. La candidatura è coerente con il Decreto del Ministro per la Protezione Civile e le Politiche del Mare del 4 novembre 2025 e valorizza Fossacesia come cuore della Costa dei Trabocchi, territorio di eccellenza ambientale insignito da oltre 24 anni della Bandiera Blu.
Il progetto si chiama “Costa Bio dei Trabocchi”, proposta lanciata nei giorni scorsi da Valentino Sciotti e ripresa dal sindaco Enrico Di Giuseppantonio. L’idea è quella di trasformare Fossacesia nel primo distretto costiero italiano a vocazione biologica e a basso impatto carbonico, integrando mare, agricoltura di qualità, piccola pesca, turismo esperienziale e produzioni identitarie. In questo quadro si inseriscono le appartenenze del Comune alle Città del Vino, dell’Olio e del Dolce, il recente riconoscimento ministeriale del marchio territoriale “Agrumata” chiesto dall’associazione Aps Trabocchi, e la promozione di una filiera corta mare-terra capace di generare economia e occupazione tutto l’anno. Nel progetto non può mancare l’abbazia di San Giovanni in Venere che sorge su un promontorio che domina il Golfo di Venere e la Costa dei Trabocchi.
Simbolo della candidatura è anche la ricostruzione filologica di un Trabocco storico davanti alla Piazzetta dei Pescatori. Diventerà Trabocco Museo – Memoria del Mare, un monumento vivo dedicato alla cultura marinara, alla storia della pesca costiera, alla biologia marina e ai saperi tradizionali dei “traboccanti”. Il Trabocco sarà anche osservatorio ambientale, spazio di divulgazione scientifica, luogo di attività didattiche e universitarie e punto di accoglienza per il turismo blu, con il coinvolgimento diretto anche dei pescatori locali, protagonisti della gestione e della trasmissione delle tradizioni.
Grande attenzione è riservata alla tutela del mare e della biodiversità, attraverso attività di monitoraggio in collaborazione con Università, ARPA Abruzzo, Istituto Zooprofilattico Sperimentale Abruzzo e Molise, Regione Abruzzo e centri di ricerca, oltre a iniziative di educazione ambientale rivolte alle scuole, all’Istituto Nautico di Ortona e ai giovani.
La candidatura valorizza inoltre il forte impegno di Fossacesia sul fronte dell’accessibilità e dell’inclusione: oltre il 65% del litorale è spiaggia libera, è attiva la “Spiaggia per Tutti”, gestita dal Comune e attrezzata per persone con disabilità motorie e sensoriali, e il Diversamente Chiosco, bar sociale stagionale nella Piazzetta dei Pescatori gestito da ragazzi con disabilità, simbolo di inclusione lavorativa e integrazione sociale. La Via Verde della Costa dei Trabocchi, infrastruttura ciclabile e pedonale di rilevanza europea, è parte integrante del progetto, con l’obiettivo di promuovere mobilità dolce e riduzione dell’impatto ambientale.
«Con questa candidatura – dichiara il sindaco Enrico Di Giuseppantonio – Fossacesia propone un modello concreto di marittimità sostenibile, accessibile e partecipata, in cui il mare è risorsa ambientale, economica e culturale, ma anche spazio di diritti, lavoro e comunità. Capitale Italiana del Mare 2026 sarebbe un riconoscimento al percorso costruito insieme ai cittadini e a tutti i partner del territorio, e un investimento sul futuro delle nuove generazioni. Ho coordinato un gruppo di lavoro con gli assessori e i consiglieri delegati, il responsabile del settore Pianificazione e Demanio Domenico Moretti e l’architetto Simone Paolucci».
La candidatura di Fossacesia si fonda su una rete ampia di partenariati istituzionali, scientifici e territoriali, coinvolgendo Comuni della Costa dei Trabocchi e del Sangro-Aventino, Provincia di Chieti, Regione Abruzzo, DMC, GAL, associazioni, terzo settore e marinerie locali, e si propone come modello nazionale replicabile di sviluppo costiero sostenibile, inclusivo e identitario.
Nei giorni scorsi anche il sindaco di Pescara Carlo Masci aveva manifestato l’intenzione di candidare la città a Capitale italiana del Mare 2026.
