Buona Pasqua ad un Abruzzo che ancora una volta si rialza con forza e speranza

E’ una Pasqua davvero particolare questa per un Abruzzo che si rialza da una settimana che ha duramente colpito territori e persone. Da ieri finalmente splende il sole in ogni angolo di una terra sempre pronta a reagire come all’ultima violentissima ondata di maltempo che ha lasciato danni e paura

Noi con voi abbiamo vissuto giorni difficili in una settimana che ha spazzato ogni angolo d’Abruzzo: e se la conta dei danni già drammatica è solo agli inizi, questa santa Pasqua sembra arrivare davvero con tutta la sua forza di rinascita e speranza su una terra fortemente provata. Queste, del resto, sono anche le ore che ci accompagnano al sempre doloroso anniversario del terremoto del 2009 a L’Aquila: una prova, quella, di straordinaria rinascita e resilienza per chi perse tutto, per chi pianse i propri cari, per chi temette di non farcela a rialzarsi. La nostra è una terra non a caso descritta come forte e gentile capace come è di rimboccarsi le maniche, di soccorrere, di  reagire e rinascere. E se nelle parole di Papa Leone in questa sua prima Pasqua da Pontefice c’è proprio il senso del non arrendersi alle avversità della vita abbracciando ciascuno la propria croce con speranza, gli abruzzesi che da sempre si rialzano con dignità e caparbietà lo faranno anche questa volta.

Anche durante la veglia pasquale, che Leone ha presieduto nella basilica di San Pietro, il Papa è tornato a richiamare l’attenzione sul mondo devastato dalle guerre e dalle ingiustizie. Nella Vigilia di Pasqua, quindi, il Pontefice – che il giorno prima, venerdì, ha portato la croce per tutte le stazioni della Via Crucis al Colosseo- ha rilanciato il suo appello a “non lasciarsi paralizzare” dal male. Il Papa ha elencato i mali dei nostri giorni: “La sfiducia, la paura, l’egoismo, il rancore” e ancora “la guerra, l’ingiustizia, la chiusura tra popoli e nazioni”. Sono macigni, pietre “così pesanti e ben vigilate da sembrare inamovibili”. Ma non è così, ha spiegato il Pontefice, perché “tanti uomini e donne, nel corso dei secoli, con l’aiuto di Dio, le hanno rotolate via, magari con molta fatica, a volte a costo della vita, ma con frutti di bene di cui ancora oggi beneficiamo”, ha aggiunto sottolineando che “hanno avuto il coraggio di parlare” con “parole di Dio”. E quindi l’appello a vedere una via d’uscita: “Lasciamoci muovere dal loro esempio e in questa notte santa facciamo nostro il loro impegno, perché ovunque e sempre, nel mondo, crescano e fioriscano i doni pasquali della concordia e della pace”.

Un appello a vedere sempre una via d’uscita quello di Papa Leone che l’Abruzzo martoriato dal maltempo ancora una volta sta raccogliendo e onorando. Non sarà semplice recuperare colture spazzate, viabilità crollate, sfollati e tutto quanto il sole di queste ore metterà ancor più in luce ma la cosa certa è che se ciascuno fa la propria parte l’impresa del rialzarsi sarà meno faticosa: a partire da chi ci amministra e governa, chiamato a garantire aiuti concreti e immediati, passando per ognuno di noi anche nel nostro piccolo. E allora che sia questa una Pasqua davvero serena per tutti.